Quando conviene la Cedolare secca

di Sofia Martini Commenta

Per coloro che sono in procinto di affittare una casa o altro immobile, oggi c’è la possibilità di decidere di applicare la cosiddetta “cedolare secca”. La cedolare secca in pratica è un’imposta sostitutiva che viene usata per alcuni tipi di contratti di affitto e dà l’opportunità al proprietario dell’immobile di saldare in un’unica soluzione tutte le tasse come addizionali regionale e comunale, Irpef, imposta di registro (2% sul canone pattuito) e imposta di bollo. Grande vantaggio in termini di tempo risparmiato in code agli sportelli.

Imposta unica comunale, il metodo di calcolo

Questa opzione viene utilizzata da quasi un terzo dei locatori che affittano una casa. Essendo la percentuale molto alta pare che ci sia davvero una convenienza anche dal punto di vista economico. Uno dei principali benefici per chi decide di utilizzare la cedolare secca è la opportunità della corresponsione dell’Irpef in misura ridotta. Altro aspetto rilevante è che tale scelta non è vincolante o definitiva. quindi, questo regime agevolato, può essere revocato o dismesso o messo ex novo anche con un contratto già attivo: basta aspettare il termine dell’annualità e indicare all’Agenzia delle Entrate con il Modello 69 l’adesione o la disdetta alla cedolare secca in caso di subentro o uscita dal regime o con una domanda in carta semplice se si vuole dismettere la cedolare e scegliere un altro regime.

Tasi, quanto pagano i capannoni in più rispetto all’Imu
Anche se la cedolare secca rappresenta un regime agevolato, non dovrebbe essere utilizzata dai proprietari di case che hanno accesso, per altri motivi, ad alti livelli di detraibilità sulle imposte, in quanto la sua scelta prevede la rinuncia alle altre detrazioni sull’immobile.
La cedolare secca non consente di apportare modifiche al canone di locazione, se non alla scadenza del contratto stesso.