Proroga voluntary disclosure, cosa cambia?

di Redazione Commenta

Ci sarà più tempo per i contribuenti, ma la procedura presenta alcune criticità.

L’attesissima proroga della voluntary disclosure è finalmente arrivata a seguito di mesi e mesi di trattative e azioni di governo.

All’effettivo, il D.L. n. 153/2015 permette più tempo ai contribuenti per aderire alla procedura di collaborazione volontaria. Alla luce del recente intervento legislativo – e con un occhio a ciò che accade in Parlamento – faremo il punto sulla voluntary disclosure con particolare riferimento ai nuovi termini di adesione.
Ma non solo.
Sarà necessario analizzare le questioni che generano maggiori criticità nella gestione della procedura: l’assenza della documentazione e il rischio “nullità” della procedura, l’utilizzo del waiver, il raddoppio dei termini, il calcolo delle sanzioni, come giustificare i prelevamenti esteri.
Attraverso l’esame di due casi concreti, uno relativo all’immobile estero e l’altro al conto corrente estero, verranno effettuati i calcoli di imposte e sanzioni, evidenziano le criticità nella compilazione dell’istanza e della relazione di accompagnamento.
Con la proroga della voluntary disclosure, disposta dal D.L. n. 153/2015, i contribuenti hanno più tempo per aderire alla procedura di collaborazione volontaria. Nel corso di autoformazione on line gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano, tutto quello che serve per decidere se aderire o meno alla procedura, con particolare attenzione alle questioni che generano maggiori criticità nella gestione della procedura: l’assenza della documentazione e il rischio “nullità” della procedura, l’utilizzo del waiver, il raddoppio dei termini, il calcolo delle sanzioni, come giustificare i prelevamenti esteri. Il video-approfondimento, accreditato per Dottori Commercialisti e Esperti contabili, permette di maturare crediti formativi direttamente dalla propria postazione di lavoro, solo con un click.