Poste Italiane dovrà applicare l’Iva ai servizi universali

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Il 2013 di Poste Italiane è stato finora caratterizzato da multe e mugugni non proprio incoraggianti. L’ultimo episodio che non lascia tranquilla la spa romana è quello odierno, visto che il fatto di non aver applicato l’Imposta sul Valore Aggiunto ai servizi postali liberalizzati (nonostante si trattasse di quelli universali) ha rappresentato un abuso della posizione dominante. Di conseguenza, si è concretizzata una vera e propria discriminazione nei confronti della concorrenza. Ecco perché l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di assegnare 180 giorni di tempo per rimediare a tale situazione.

Questo vuol dire che Poste Italiane dovrà necessariamente applicare l’Iva ai servizi in questione. L’istruttoria dell’Antitrust era stata avviata all’inizio dello scorso mese di marzo e proprio oggi è giunta alla sua naturale conclusione. La sanzione pecuniaria non è scattata per un motivo ben preciso, dato che il gruppo ha infranto la normativa valida a livello comunitario, ma ha comunque rispettato quella del nostro paese, la quale prevede un’apposita esenzione dell’Iva. Rimane però il fatto che un comportamento simile ha consentito a Poste Italiane di ottenere dei vantaggi piuttosto importanti. Ad esempio, sono state messe in campo delle offerte in grado di escludere le aziende concorrenti dai mercati di relativo interesse, impossibilitate a replicare delle offerte in qualche modo competitive, visto che l’aliquota fiscale che si può applicare attualmente ammonta al 21%.

Ma di che tipi di servizi si sta parlando nello specifico? Il servizio universale è quello che racchiude al suo interno tutti quei servizi che possono essere erogati anche da società diverse da Poste Italiane, in primis la posta massiva, quella raccomandata, quella assicurata e la pubblicità diretta per corrispondenza. In pratica, si sta parlando di servizi che hanno differenze di prezzo in base alla corrispondenza, ai tempi impiegati e alle offerte congiunte. La posizione dominante di Poste Italiane è nota da sempre, ma gli abusi non possono ovviamente essere compiuti.