Pensioni, la trattativa si concentra su Esodati e forme di uscita dal lavoro anticipate

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Il ministro dell’Economia Padoan ha dichiarato di essere contrario all’idea di abbassamento dei requisiti pensionistici riguardo a quelli oggi in atto, parlando, perfino, di un probabile aumento dell’età pensionabile, dichiarazione che, come prevedibile, ha scatenato un fiume di polemiche e molte paure in lavoratori e pensionandi che temono di ritrovarsi nell’odierna situazione dei Quota 96 per esempio, bloccati nel raggiungimento della loro pensione, nonostante i requisiti raggiunti.

Aumenta la spesa per le pensioni ma non l’importo medio per regione

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha a sua volta garantito che non sarà aumentata nuovamente l’età della pensione, “Il governo Renzi non ha in previsione di cambiare l’età pensionabile, nè innalzandola nè abbassandola, rimane quella che è. Dobbiamo ora lavorare per trovare delle vie di equità, partendo da quelle persone che sono fuori dal mercato del lavoro e con gli ammortizzatori non arrivano alla pensione. Penso a chi ha 60 anni, gli mancano tre anni alla pensione, perde il lavoro e ha due anni di ammortizzatori: gliene manca uno solo alla pensione ma è impossibile rioccuparlo. A questi dobbiamo trovare una risposta”.

A breve dovrebbe essere convocato un nuovo tavolo per discutere della questione esodati e possibili soluzioni. Si dovrebbe discutere anche di concezioni di forme di uscita dal lavoro anticipate, secondo la legge universale del ministro Poletti. Il 13 giugno invece potrebbero giungere nuovi cambiamenti con la riforma della P.A., occasione in cui si discuterà anche di prepensionamenti o nuovo esonero dal servizio, e dovrebbe essere approvata la cosiddetta misura donna per far sì che le donne lavoratrici dipendenti possano andare in pensione prima.