Pensioni, Ottava Salvaguardia per gli esodati?

di Sofia Martini Commenta

Damiano e Boeri hanno pareri discordanti. La settima, dunque, potrebbe essere l'ultima chiamata.

Ci sono importanti novità riguardanti la riforma pensioni: per gli esodati si apre il cammino che li potrebbe portare verso una possibile Ottava Salvaguardia. Essa, fino a poco tempo fa, veniva esclusa a tutti gli effetti.

La Settima Salvaguardia tutelerà 26.300 esodati estranei alla riforma Fornero: tanti, ma non tutti. Stando agli ultimi censimenti sono infatti almeno ventimila le persone prive di stipendio e di pensione che hanno bisogno di un intervento previdenziale ad hoc. Sulla copertura economica per una nuova misura di riforma pensioni Boeri e Damiano non la pensano ugualmente.

Pochi giorni fa il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha infatti rigettato l’ipotesi di un’Ottava Salvaguardia ribadendo che la Settima sarebbe stata l’ultima chiamata per gli esodati. Tutelare tutti quindi era, a suo dire, impossibile.

A prendere per primo pubblicamente le distanze da questa posizione è stato Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, il quale ha smentito anche i dati forniti da Boeri invitandolo a dare informazioni corrette:

Gli 11,6 miliardi di euro accantonati con sei salvaguardie sono il frutto di una dura battaglia parlamentare che è iniziata nel 2012, con la quale abbiamo posto un parziale riparo agli errori della riforma delle pensioni voluta dal Governo Monti. Le risorse per la Settima Salvaguardia non sono nuove risorse impegnate ma semplicemente l’utilizzo dei risparmi realizzati nel Fondo degli esodati.

Damiano si è rivolto al Presidente dell’Inps indirettamente anche a riguardo delle lamentele per lo spazio marginale che la riforma pensioni ha avuto nella Legge di Stabilità: “Non serve lamentarsi perché il Governo non ha inserito una misura di flessibilità nella legge di Stabilità: a questa scelta ha contribuito anche l’INPS con una valutazione dei costi della proposta del PD a mio avviso sbagliata”.