Partite le prime 150.000 buste arancioni Inps

di Sofia Martini Commenta

Si tratta di un primo gruppo di lettere che raggiungeranno entro l'anno in corso ben 7 milioni di italiani ancora privi del Pin per la simulazione online nel servizio "La mia pensione" sul sito Inps.

L‘Inps ha finalizzato le operazioni per l’invio delle prime 150 mila buste arancioni, la comunicazione con cui l’istituto di previdenza simula la futura pensione dei lavoratori. Si tratta di un primo gruppo di lettere che raggiungeranno entro l’anno in corso ben 7 milioni di italiani ancora privi del Pin per la simulazione online nel servizio “La mia pensione” sul sito Inps.

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E a un milione e mezzo di statali, inserita nei cedolini dello stipendio. L’estratto conto contributivo e la simulazione della pensione vengono inviate in modo casuale, almeno dal punto di vista dell’età anagrafica dei destinatari. La consegna è prevista entro la settimana, come annunciato dal Presidente Boeri. E le missive – il cui colore replica l’analoga iniziativa della Svezia – sono state già messe a punto e consegnate alle Poste.

Ad oggi 13 milioni di lavoratori hanno il Pin, ma solo in 9 milioni l’hanno usato per sbirciare le proiezioni della pensione e di questi appena la metà ha provato qualche altro scenario, rispetto a quello abbastanza ottimistico inserito nella busta arancione (con un previsione di crescita del Pil all’1,5%). Ben 12 milioni di lavoratori sono invece sprovvisti di accesso digitale e il 42% tra loro ha meno di 40 anni, i più disinteressati al futuro previdenziale, seppure i più esposti a pensioni basse. In tutto, entro il 2016, l’Inps intende raggiungere 18 milioni di contribuenti, stimolandoli ad occuparsi del loro futuro.

Ieri Boeri aveva parlato di “tantissimi ostacoli” all’invio della busta arancione “per paure elettorali”. Puntando il dito sul timore della classe politica di essere “penalizzata” dalla diffusione di queste informazioni, per questo ritardate. Oggi Filippo Taddei, responsabile economico del Pd e consigliere del premier, si è intestato di fatto l’operazione arancione, ribattendo che “la politica non è

tutta uguale, si poteva fare cinque anni fa, dieci anni fa, adesso il Pd si è assunto la responsabilità di dire la verità”. Anche perché per Taddei bisogna prima “informare su tutto” per procedere poi ad avanzare una proposta da parte del governo”.