Nuovi codici ente e tributo per l’Ivass

di Redazione Commenta

Lo scorso anno l’Isvap (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private) è stato soppiantato dall’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Ebbene, questa modifica ha richiesto l’attribuzione di un apposito codice ente che potesse essere identificativo per quel che riguarda l’istituto nuovo di zecca, senza dimenticare l’introduzione e istituzione di un codice tributo. Quest’ultimo, in particolare, servirà per perfezionare il recupero delle spese di notifica e di procedimento che sono state sostenute, facendo riferimento ai procedimenti di tipo sanzionatorio.

Tutto questo è stato sancito in maniera ufficiale dalla risoluzione 16/E pubblicata nel corso della giornata di ieri dalla nostra amministrazione finanziaria. Nel dettaglio, questo documento è stato redatto per rendere più corretta e puntuale la rendicontazione delle somme che sono state riscosse a titolo di sanzioni da parte dell’Ivass per l’appunto. Queste stesse somme sono le stesse che sono state pagate attraverso il modello F23 e avvalendosi del codice tributo 741T. D’ora in poi, sarà necessario usare il nuovo codice ente NAE, la cui denominazione precisa è quella di “Ivass-Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni”. In pratica, tale codice dovrà essere inserito all’interno del campo 6 del relativo modello di pagamento.

Il nuovo codice tributo, invece, ha una sigla quasi simile, ovvero NAET, ed è denominato “Ivass-Recupero delle spese di notifica e di procedimento”, in quanto consente di arrivare a questo risultato. L’inserimento deve avvenire all’interno del campo 11 del modello F23. Per riuscire a versare nuovamente le somme già pagate, inoltre, con il codice 741T, sono e saranno valide le indicazioni fornite agli agenti della riscossione. Con l’Ivass sono state aumentate le funzioni che aveva in dotazione la vecchia Isvap. La principale novità di questo passaggio di consegne è l’integrazione con la Banca d’Italia, visto che il presidente di questo istituto è il direttore generale di Palazzo Koch, Fabrizio Saccomanni (l’Isvap era invece dotata di piena autonomia e indipendenza).