Modello Unico 2009: gli errori da evitare con l’F24

di giannip 2

Scaduti i termini per la presentazione del modello 730/2009 da parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, con l’entrata del mese di giugno si avvicina l’appuntamento con la compilazione del modello Unico 2009 da parte dei titolari di partita IVA. Ma per mettersi in regola con il fisco non basta compilare correttamente e trasmettere il modello della dichiarazione dei redditi; occorre altresì versare correttamente le imposte, tramite il modello F24, senza incorrere in errori formali. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha stilato una vera e propria “classifica” degli errori più frequenti che i contribuenti commettono quando pagano le tasse con il modello F24; tra gli errori più comuni c’è quello relativo al codice tributo, mediante il quale con il modello F24 viene univocamente identificata l’imposta che si sta versando. Sono frequenti infatti gli errori relativi a versamenti dell’IRPEF scambiando un codice per un altro, così come molto spesso si sbaglia ad indicare, riguardo alle addizionali regionali, il codice della Regione corretto.

Occorre quindi fare molta attenzione prima di dare l’ok al pagamento delle imposte controllando che tutto sia apposto; sbagliando i codici, infatti, l’Amministrazione finanziaria invierà al contribuente la richiesta di versamento di un’imposta già versata ma con un codice sbagliato, e di conseguenza spetterà al contribuente verificare e dimostrare l’errore al fine di chiedere la correzione e l’annullamento dell’atto con cui l’Agenzia delle Entrate chiede (nuovamente!) il versamento delle tasse.

Non mancano inoltre i casi in cui, a causa di disattenzione, il contribuente sbaglia il periodo di imposta inserendo l’anno sbagliato; ad esempio, per i pagamento dell’IRPEF quella a saldo per Unico 2009 deve riportare il periodo di imposta 2008, mentre per il primo acconto l’anno deve essere il 2009. Massima attenzione, inoltre, deve essere riposta nell’inserimento del codice fiscale; tra gli errori più comuni in merito, infatti, c’è quello relativo all’inserimento, al posto del codice fiscale della società chiamata a versare l’imposta, del codice fiscale del rappresentante legale dell’azienda.

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