Mini manovra da 600 milioni di euro in vista

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Dopo il decreto che sblocca i crediti delle aziende nei confronti delle pa ( il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 7 giugno) si cercano ora i fondi per poter rendere possibile lo sblocco di circa 40 miliardi di euro di pagamenti. In particolare potrebbe rendersi necessaria una mini manovra che consenta il reperimento immediato di circa 600 milioni di euro (leggi anche pronto il dl per sbloccare i crediti della pa)

Dopo che sembra scongiurato il pericolo di una accisa nei confronti delle sigarette elettroniche (il ministro della salute ha ribadito che tali prodotti sono da considerarsi paramedici e pertanto assoggettati ad iva), l’esecutivo ha intenzione di reperire i fondi dagli stanziamenti previsti per l’editoria, dall’8 per mille destinato allo Stato, dal fondo per ridurre la pressione fiscale e dal fondo per gli aiuti dai paesi in via di sviluppo (leggi anche boom di richieste per lo sblocco dei crediti pa).

La maggior parte della manovra (circa 560 milioni di euro per il 2013 e 570 per il 2014) sarà in ogni caso necessaria a coprire i costi inerenti gli interessi per l’emissione dei Btp e sarà comunque reperita grazie ai tagli operati nei vari dicasteri (ad esclusione del miur, visto che il premier Letta ha ribadito che i fondi necessari alla ricerca e sviluppo sono comune da considerarsi intoccabili). La restante parte, 17 milioni nel 2014 e 70 a partire dal 2015, sarà invece reperita, come detto, da un taglio ai fondi dell’editoria, da quello per paesi di sviluppo e 8 per mille allo Stato e da una piccola decurtazione (circa 10 milioni di euro) del fondo taglia tasse. Quanto reperito sarà adoperato per finanziare il cosiddetto patto di stabilità verticale che consentirà di redistribuire circa 2 miliardi di euro agli enti locali.

Nel futuro si punterà a sbloccare ulteriori crediti delle aziende nei confronti della Pa senza però incidere sul bilancio pubblico. Prendendo a modello la Spagna si avranno infatti crediti garantiti dallo Stato ed acquistabili da istituti di credito. L’operazione potrebbe portare il monte debiti sbloccato a circa 90 miliardi di euro.