Lavoro notturno, al via la detassazione della produttività

di Redazione 5

Il lavoro notturno potrà finalmente beneficiare, dal punto di vista fiscale, di fondamentali novità per quel che concerne la detassazione della relativa produttività: di cosa si tratta esattamente? In pratica, il riferimento va all’imposta sostitutiva relativa a questo settore, la quale ammonta al 10% e che deve essere applicata al compenso totale che viene elargito in base alle ore effettive di prestazione del servizio. Dunque, non ci troviamo di fronte esclusivamente a delle normali indennità o anche a delle maggiorazioni: l’Agenzia delle Entrate ha disciplinato la materia in modo molto chiaro attraverso la risoluzione 83/E (il documento in questione è stato pubblicato dieci giorni fa) e tutte le precisazioni del caso si trovano in questo testo. Le agevolazioni tributarie, comunque, sono valide nell’ipotesi in cui il lavoro notturno sia collegato a degli incrementi della stessa produttività, senza tralasciare i termini di competitività relativi all’impresa e gli altri elementi che riguardano le varie performance dell’azienda coinvolta.


In base a quanto si evince dal documento, la tassazione speciale si riferisce a tutti gli aspetti della vita aziendale e lavorativa, ma soprattutto, occorre ribadirlo, al compenso ordinario che viene erogato per la prestazione lavorativa, una somma che va considerata per intero. Quali altri aspetti bisogna poi considerare in tal senso? C’è anzitutto da dire che questo tipo di agevolazioni e vantaggi fiscali possono essere anche allargate in relazione alle corresponsioni di prestazioni di lavoro straordinario e non poteva essere altrimenti.

L’unica condizione che deve essere rispettata in tal caso è che queste stesse prestazioni lavorative possano essere ricondotte a degli aumenti di tipo produttivo, di innovazione e di efficienza dal punto di vista organizzativo, contemplando ancora una volta fattori legati alla redditività e all’andamento economico imprenditoriale (si ricorda che per “lavoratore notturno” si può intendere anche quel soggetto che, durante il periodo notturno appunto, impiega tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero).

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