La nuova tassa sui conti correnti e depositi bancari

di Redazione 1

Dopo il pagamento del saldo Imu, contribuenti italiani alle prese con la nuova tassa sui conti correnti e i depositi bancari, che sarà applicata sulle giacenze dei conti alla data del 31 dicembre. La cosiddetta mini patrimoniale andrà a colpire quasi tutti i possessori di conto corrente e la circolare esplicativa illustra, anche con esempi, in quali casi occorrerà pagare e quanto versare.

Un emendamento ha recentemente esonerato dal pagamento i titolari dei cosiddetti conti di base, ovvero i contribuenti che hanno un Isee inferiore ai 7500 euro. Inoltre esenti per legge anche i titolari di conto corrente la cui giacenza media durante l’anno non supera i 5 mila euro, compresi anche i conti in rosso. La circolare aiuta a capire come calcolare tale giacenza media, visto che farà fede anche il rendiconto bancario inviato al cliente. Ad esempio qualora il rendiconto sia trimestrale e durante un trimestre si superi la soglia, l’imposta sarà dovuta per quel trimestre, ma no per gli altri. Ad esempio se nell’arco di 90 giorni la giacenza ha superato i 5 mila euro (ma comunque si mantenga sotto la giacenza per cui l’imposta è dovuta in maniera proporzionale), allora occorrerà pagare 8,55 euro, cioè un quarto di 34,2 euro. Inoltre ai fini del calcolo del tetto occorrerà tenere conto di tutti i rapporti intestati ad un’unica persona fisica aperti in una sola banca (considerando conti corrente e conti deposito).

Nella seconda parte la circolare ricorda che l’imposta è dovuta nella misura dell’1 per mille nel 2012 e dell’1,5 per mille nel 2013. Inoltre il minimo da versare nel 2012 e nel 2013 sarà di 34 euro mentre per l’anno 2012 l’imposta avrà anche come massimo 1200 euro. La tassa su conti correnti e depositi bancari è da applicare anche per quanto riguarda il possesso di polizze unit linked, conti on line e altri depositi. Inoltre qualora il contribuente è titolare di più prodotti finanziari nella stessa banca sarà assoggettato comunque ad una imposta minima (qualora il valore non superi quello per cui occorrerà applicare l’imposta proporzionale).

 

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