La cgil lancia l’allarme in edilizia

di Redazione 1

La fillea Cgil, associazione di categoria del comparto edilizia, lancia l’allarme occupazionale per quanto riguarda il comparto costruzioni. Il dato è drammatico visto che dal 2009 ad oggi si sono persi circa 120 mila posti di lavoro e la cifra raggiunge i 500 mila qualora al settore dell’edilizia si aggiungano anche quelli del materiale di costruzione, industria del legno, arredamento e cemento. A mettere davvero in allarme gli operatori del settore è anche il fatto che, nonostante il perdurare della crisi per il 2013 non si prospetta nulla di buono.

 

Secondo il segretario Fillea, Walter Schiavella, per ora non si intravede alcuno spiraglio di luce in fondo al tunnel. La crisi è stata generata da più di un fattore scatenante. Vi è stato infatti un elemento congiunturale, dovuto alla bolla immobiliare del 2008, e uno strutturale più profondo. Quest’ultimo è dovuto al fatto che le imprese durante gli anni di crescita strabiliante che hanno avuto, non hanno saputo investire in innovazione riuscendo anche ad aumentare il numero occupazionale degli addetti. Inoltre l’Italia paga dazio anche perché, a differenza di altri stati europei, non ha avuto a suo favore un Governo in grado di sostenere le imprese in difficoltà e riuscire a creare le condizioni per favorire lo sviluppo.

 

Alla fine rispetto al 2008 il settore edilizia ha perso il 31 % degli addetti ed il 35 % delle ore lavorate. Dati che si amplificano ancora di più in alcune città del sud dove la diminuzione raggiunge cifre intorno al 50 per cento.

 

A tali dati pessimistici si affiancano quelli redatti dalla Cgia di Mestre che dichiara che in un solo anno il balzo dei disoccupati è stato di circa 609 mila unità portando il dato complessivo alla ragguardevole cifra di 2 milioni e 700 mila pari ad un tasso del 10,6 %. E non è tutto visto che nel 2013 il dato potrebbe salire di altre 260 mila unità portando la disoccupazione al valore di 11,5 %.

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