Imposta di bollo conti correnti e Tobin Tax

di giannip 2

Oggi vi presentiamo in dettaglio alcune delle nuove tasse che saranno le protagoniste del 2013,su tutte l’incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti e la Tobin Tax, che dovrebbe partire a marzo, senza dimenticare ovviamente il tanto chiacchierato Redditometro, lo strumento di lotta all’evasione fiscale, che metterà gli occhi sui conti in banca o alla posta tramite un sistema di controlli incrociato.

Partiamo dall’imposta di bollo sui conti correnti bancari, sui conti e sui libretti postali, ma anche su conti deposito, conti titoli e polizze. Al Fisco spetterà lo 0,15 per cento della giacenza media del conto in considerazione, e saranno esentati solamente le giacenze medie nell’anno inferiori ai 5 mila euro. L’imposta di bollo minima sarà di 34,20 euro, ma se l’intestatario del conto è società 7 l’imposta sarà di 100 euro. L’onere o meno di applicare il bollo è diventata a scelta della banca, ma senza ombra di dubbio nessun istituto si accollerà il costo della maggiore tassazione, fermi restando i tassi offerti.

La Tobin Tax  è prevista dai commi da 491 a 500 della Legge di Stabilità eavrà significative ripercussioni sulle cessioni di alcuni strumenti finanziari non quotati che saranno eseguite dopo il 1° marzo 2013. Le ricadute principali riguarderanno le operazioni riguardanti titoli non quotati che si svolgono fuori dai mercati regolamentati. Nonostante molti Stati europei siano contrari alla tassa, essa si applicherà con aliquota del 0,2 per cento  indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti e andrà a toccare le azioni emesse da società residenti, gli strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti ed infine i titoli rappresentativi dei predetti strumenti, ovunque emessi.

L’Italia ha accettato l’introduzione della Tobin Tax dopo alcuni tentennamenti, nel mese di ottobre. L’imposta è dovuta dal cessionario ed è versata dalle banche, dalle società fiduciarie e dalle imprese di investimento, e se nell’esecuzione dell’operazione ci sono più soggetti, l’imposta è versata da colui che riceve direttamente dall’acquirente. Questo sembra escludere i notai (e i professionisti in genere), i quali non ricevono alcun ordine di esecuzione, ma si limitano ad eseguire prestazioni professionali.

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