I quarantenni italiani schiacciati dal fisco

di Alessandra Manco Commenta

Forse potrebbe non sembrare una novità molto eclatante ma la generazione dei quarantenni italiani è molto più spremuta dal fisco (anche grazie al nuovo redditometro)rispetto ad altre generazioni ed anche per il futuro le prospettive non sono particolarmente rosee. Questo è il contenuto di un articolo pubblicato sull’autorevole quotidiano “Wall Street Journal”. La stampa americana si interessa quindi alle vicende italiane ed in particolar modo ad una generazione che, secondo il giornale, risulta essere la più spremuta dal fisco e con prospettive di pensioni molto ridotto.

Nel nostro paese pertanto vi è una classe di lavoratori che paga più tasse rispetto ai servizi che riceve (a differenza di quanto accaduto con la generazione precedente) e che ha un sistema previdenziale che è diventato sostenibile solo grazie a penalizzazioni e riduzioni per i futuri pensionati (una differenza sostanziale quindi rispetto al passato dove il vecchio sistema previdenziale ha consentito di elargire corpose pensioni anche a chi ha versato pochi contributi).

Il Wall Street Journal prende come spunto una ricerca effettuata dalla banca d’Italia e segnala come molti “giovani” lavoratori a causa della corruzione, della poca crescita e del boom del debito. Alla fine i lavoratori nati negli anni 70 pagheranno una percentuale di tasse di circa il 50 % più elevata rispetto a quanto pagato dai lavoratori nati nel 52. Pesanti differenze quindi che si acuiscono anche in tema di previdenza: il calcolo dell’assegno pensionistico sarà interamente effettuato sulla retribuzione a differenza dei predecessori che hanno ricevuto una pensione modulata sull’importo delle ultime retribuzioni percepite.

Un’analisi che dimostra come l’indice di ricchezza sia drasticamente caduto. Rispetto ad un indice pari a 100, chi ha un’età intorno ai 45 anni adesso ha un indice pari a 97, di molto inferiore rispetto al 125 che un pari età poteva vantare nel 1987. Numeri che esprimono concretamente il disagio di un’intera generazione e che per la quale l’imprenditore veneto Adnrea Bolla ha coniato il termine di “generazione perduta”.