Germania taglia le tasse per 6 mld

di giannip 1

I tre partiti del governo di coalizione tedesco, Cdu, Csu e Fdp, hanno nella giornata di ieri un accordo per ridurre le tasse di 6 miliardi di euro a partire dal 2013. Sembra un annuncio in controcorrente, specialmente in una fase di congiuntura economica di austerità per vari Paesi europei, dove spesso risulta necessario dover aumentare le tasse, per rinforzare le casse dello Stato prosciugate dalla crisi. Evidentemente la situazione per la Germania é diversa: nell’annunciare l’accordo, Angela Merkel ha sottolineato che le misure previste vanno nella direzione di “rafforzare la crescita in Germania“, ma se continuerà comunque a mantenere maniera rigorosa il piano di consolidamento delle finanze pubbliche. La riduzione delle tasse sarà a beneficio soprattutto delle famiglie con redditi medio-bassi.

Per aiutare l’economia, il governo tedesco punta anche sull’immigrazione qualificata. Si parla infatti anche di blue card, il permesso permanente per i lavoratori stranieri cosiddetti di “di fascia alta”, nell’accordo raggiunto stanotte tra i tre partiti di governo sopra citati. L’obiettivo dichiarato dei tagli fiscali, secondo la Merkel, e’ anche di ripristinare una maggiore giustizia fiscale, di ridurre il peso fiscale alle famiglie con un reddito medio basso: in tal senso le riduzioni scatteranno in una prima fase a partire dal 1 gennaio 2013, mentre la seconda avra’ luogo nel 2014.

Così l’economia tedesca dimostra di essere in grado di avanzare, nonostante la crisi del debito che tocca l’Europa, grazie alla competitività della sua economia, una bilancia commerciale di tutto rispetto che nel mese scorso ha segnato un aumento del surplus e un nuovo record delle esportazioni che ha superato le aspettative. Il dato delle esportazioni destagionalizzate tedesche a settembre si è attestato al +0,9%, per quanto riguarda invece le importazioni sono calate dello 0,8% a €76,1 miliardi. Precisamente surplus della bilancia commerciale tedesca è aumentato rispetto al mese precedente di agosto, da €13,8 miliardi a €15,3 miliardi.

 

 

 

 

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