Evasione Fiscale, serve più chiarezza da parte del Governo?

di Sofia Martini Commenta

Per rispondere compiutamente alla domanda circa le intenzioni del Governo nei confronti della lotta all’evasione, sarebbe necessario analizzare nel dettaglio tutte le misure che l'esecutivo ha messo in campo.

Il Governo sta facendo la necessaria chiarezza sull’Evasione Fiscale? Per molti, critici dell’operato di Renzi e dei suoi, non molto.

Occorre partire dalle critiche mosse dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, autorevole esponente del governo e della maggioranza, al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

Tra le misure positive contro l’evasione fiscale ci sono l’introduzione del reato di auto-riciclaggio e gli accordi con Svizzera e altri paradisi fiscali europei. Tra quelle negative, la misura sul contante, la polemica sui controlli “fisici” e gli scontrini e, soprattutto, la mancanza di iniziativa in Europa sul fronte dell’elusione fiscale delle grandi corporation

Per rispondere compiutamente alla domanda circa le intenzioni del Governo nei confronti della lotta all’evasione, sarebbe necessario analizzare nel dettaglio tutte le misure che l’esecutivo ha messo in campo. Volendo fare una rapidissima carrellata, tra quelle “positive” ci sono l’introduzione del reato di auto-riciclaggio e gli accordi di scambio automatico di informazioni con Svizzera e altri paradisi fiscali europei, di cui la voluntary disclosure è una forma di magnanima premessa. Tra quelle “negative”, la misura sul contante, la polemica sui controlli “fisici” e gli scontrini (che saranno resi facoltativi dal 2017) e, soprattutto, la mancanza di iniziativa in Europa sul fronte dell’elusione fiscale delle grandi corporation. Più controverse invece le nuove forme di versamento dell’Iva (split-payment, reverse charge) che, accoppiate con i ritardi nei pagamenti della Pa, sono state in taluni casi considerate più delle forme di prestito forzoso alla Pa che non forme di contrasto all’evasione.

La mossa più criticata? Quella sull’innalzamento del tetto all’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro. Il premier e il ministro Padoan hanno ragione nel dire che non ha una valenza pratica nei confronti della grande evasione. Ma l’evasione fiscale in Italia non è solo quella dei “grandi”. È un malcostume diffuso, rispetto al quale sarebbe necessario un periodo di “tolleranza zero”.