Contributo regolarizzazione badanti e colf: si paga con l’F24

di Fil 1

 Ai fini dell’emersione dei rapporti di lavoro irregolari di badanti e colf, sarà possibile pagare a partire dal prossimo 24 agosto, con il modello F24, il contributo per la regolarizzazione. A darne notizia, congiuntamente, sono stati il Ministero del Lavoro ed il Ministero dell’Interno nel precisare che dal 24 agosto è possibile pagare il contributo per regolarizzare badanti e colf italiane, comunitarie ed extracomunitarie, e comunque soggetti impegnati nelle attività di lavoro domestico e cura della persona, mentre dall’1 al 30 settembre sarà possibile effettuare, direttamente dal sito del Ministero dell’Interno, la procedura di regolarizzazione. Per la sanatoria di colf e badanti non sono previste delle quote massime di ingresso e neanche delle graduatorie, ragion per cui la domanda presentata nei primi giorni di settembre ha la stessa probabilità di ammissione di quella presentata alla fine del prossimo mese.

La domanda, ad esempio, può essere rifiutata nel caso in cui la documentazione presentata non risponda ai requisiti di Legge. In tal caso, tra l’altro, il contributo versato, pari a 500 euro per ogni badante o colf regolarizzata, sarà perso in quanto non sarà restituito; in caso di accettazione della domanda, invece, il lavoratore domestico o quello addetto ai servizi per la persona rinuncia in automatico alla richiesta eventualmente presentata nell’ambito del Decreto flussi 2007-2008. In caso di documentazione insufficiente, il datore di lavoro può richiedere un’integrazione fissando una nuova data di convocazione; nel caso in cui però il datore di lavoro non dovesse presentarsi, in assenza di giustificati motivi, la domanda sarà da considerarsi rigettata ed archiviata.

Tutti i datori di lavoro interessati alla regolarizzazione di colf e badanti potranno tra l’altro chiedere aiuto ai Comuni per la compilazione e la spedizione telematica delle dichiarazioni di emersione; a tal fine, infatti, il Ministero dell’Interno e quello del Lavoro, che hanno già predisposto un numero verde ad hoc per rispondere ai dubbi ed alla richieste di informazioni dei cittadini, precisano che i Comuni possono scaricare i moduli ed informare il cittadino sullo stato di avanzamento della pratica presentata.

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