Il Congo riduce le tasse sulle importazioni alimentari

di Redazione Commenta

Il Congo ha deciso di essere piuttosto drastico per quel che concerne il proprio versante tributario: in effetti, il ministero delle Finanze della Repubblica Democratica ha appena varato un provvedimento che prevede una vera e propria revisione fiscale in relazione alle importazioni di prodotti alimentari. Nel dettaglio, il paese africano applicherà dei tagli compresi tra il 5% e l’8% su una lunga serie di beni, così come ha anche precisato il titolare di questo dicastero, Jean Marie Bulambo, il quale ha individuato nella farina, nel latte e nell’olio i tre cibi su cui intervenire con maggiore urgenza da tale punto di vista. Quali obiettivi intende perseguire il governo di Kinshasa? Le tariffe alimentari necessitano di un calo importante, in particolare si è compreso che questo traguardo può essere conseguito in maniera più rapida ed efficace grazie all’eliminazione di alcune imposte sull’import in questione.


In pratica, verrà posta in essere una sorta di defiscalizzazione, la quale coinvolgerà i beni di prima necessità, con percentuali addirittura superiori al 50% quando si tratterà di disciplinare il settore doganale. Ovviamente, un occhio molto attento verrà rivolto al giro d’affari di cui sarà capace il comparto. Le previsioni sono incoraggianti: in effetti, la speranza maggiore è che gli atti in questione possano consentire una svolta positiva in breve tempo, tant’è che già nel corso della prossima settimana i tagli tributari andranno a riguardare il pesce, la carne, l’olio vegetale, il frumento e il riso, insomma le principali risorse agricole del paese africano.

Bisognerà però tenere conto che il prodotto interno lordo congolese è uno dei più bassi al mondo: l’economia si regge soltanto grazie al settore primario e alla pesca, anche se spesso si riscontrano allevamenti di tipo eccessivamente tradizionale e poco produttivi. L’importanza degli scambi commerciali, in primis di cacao, caffè, tè, zucchero e cotone, rimane molto alta, senza dimenticare le banane, le patate, i cereali e i legumi.