Nel moderno mercato del lavoro, la capacità di un’azienda di attrarre e trattenere i talenti non dipende esclusivamente dalla retribuzione fissa, ma sempre più spesso dalla qualità del pacchetto di welfare offerto. I fringe benefit rappresentano strumenti di remunerazione non monetaria che godono di regimi fiscali agevolati, permettendo al datore di lavoro di aumentare il potere d’acquisto dei collaboratori senza incrementare eccessivamente il cuneo fiscale. Tra le soluzioni più diffuse spiccano i buoni pasto e i benefit flessibili erogati tramite supporti elettronici, come ad esempio una carta prepagata per aziende. La scelta tra queste opzioni richiede una valutazione attenta delle esigenze del personale e della semplicità di gestione amministrativa.

L’evoluzione dei buoni pasto: pro e contro
I buoni pasto costituiscono il fringe benefit più tradizionale e conosciuto nel panorama italiano. Essi nascono per coprire le spese legate alla ristorazione durante l’orario lavorativo, ma la loro evoluzione digitale ne ha esteso l’utilizzo anche presso la grande distribuzione organizzata. Il principale vantaggio risiede nell’esenzione fiscale e contributiva fino a soglie giornaliere predefinite, rendendoli una scelta efficiente per le imprese che desiderano fornire un supporto quotidiano e ricorrente. Tuttavia, i buoni pasto presentano alcuni limiti intrinseci. La loro spendibilità è vincolata a una rete di esercizi convenzionati, il che può rappresentare un disagio per i dipendenti che operano in zone meno servite o che preferirebbero una maggiore libertà di acquisto. Inoltre, le commissioni applicate agli esercenti possono talvolta limitare l’accettazione del supporto in determinati punti vendita, riducendo l’effettiva utilità percepita dal lavoratore.
La flessibilità delle carte spesa e dei flexible benefit
Le carte spesa rappresentano una frontiera più recente e flessibile nel campo dei benefici aziendali. Spesso erogate sotto forma di una carta prepagata per aziende, questi strumenti permettono al dipendente di accedere a una gamma di beni e servizi molto più ampia rispetto ai semplici generi alimentari. Dall’acquisto di carburante alla tecnologia, fino ai servizi per l’infanzia o il tempo libero, la versatilità è il tratto distintivo di questa soluzione. Dal punto di vista aziendale, l’adozione di supporti prepagati semplifica i processi di ricarica e monitoraggio delle soglie di esenzione previste dalla normativa vigente sui fringe benefit. La possibilità di personalizzare i massimali per categorie di dipendenti offre una leva gestionale precisa, permettendo di adattare il pacchetto di welfare alle specifiche fasi di vita o alle necessità individuali dei membri del team.
Normativa fiscale e soglie di esenzione
L’efficacia dei fringe benefit è strettamente legata al quadro normativo, che negli ultimi anni ha subito frequenti modifiche per rispondere alle esigenze di sostegno al reddito. Le soglie di esenzione per i beni e servizi erogati ai dipendenti possono variare in base alla presenza di carichi familiari, rendendo necessaria una pianificazione meticolosa da parte dell’ufficio risorse umane. Una gestione oculata permette di ottimizzare il risparmio fiscale sia per l’impresa, che può dedurre i costi, sia per il dipendente, che riceve un valore netto superiore rispetto a un equivalente aumento in busta paga. La tracciabilità garantita dai supporti elettronici assicura la piena conformità alle verifiche dell’amministrazione finanziaria.
Integrare le soluzioni per un welfare moderno
La strategia più efficace per un’azienda competitiva consiste spesso nell’integrazione di diverse tipologie di benefit. Combinare i buoni pasto per la gestione della quotidianità alimentare con strumenti più flessibili per le spese straordinarie crea un ecosistema di welfare completo e apprezzato. La digitalizzazione di questi processi non solo riduce i costi di gestione burocratica, ma proietta un’immagine di innovazione e attenzione verso il benessere dei collaboratori.







