Tasse sugli animali domestici: é solo una bufala

di giannip 1

Tasse a destra e manca pur di uscire dalla crisi economica e risanare i conti pubblici. Non bastano l’aumento dell’IVA e il ritorno dell’ICI. Se l’Italia sta male, gli italiani devono pagare. E devono pagare pure gli animali che si portano al guinzaglio. Questo il pensiero di chi, fino a poco fa, leggeva le news dell’ultima ora sul pc, mentre accanto il proprio fido rimaneva allibito. Sembrava infatti che sarebbe stata proposta una tassa sugli animali domestici. Le polemiche dei padroni non sono tardate ad arrivare. Tutto però ha inizio alcuni mesi fa. Ripercorriamo la storia.

Quando ancora a capo del governo c’era l’ormai ex premier Berlusconi giravano notizie secondo cui l’Agenzia delle Entrate avesse classificato gli animali domestici come beni di lusso considerando un lusso non solo il fatto che una famiglia possa permettersi di nutrire i propri animaletti, ma anche tutte le spese mediche per curarli. Marco Meloni, presidente dell’associazione nazionale medici veterinari aveva subito portato questa notizia al pubblico dominio e che aveva sottolineato come gli animali domestici fossero più un bene psicologico per le famiglie che un lusso.

Con l’insediamento del nuovo governo hanno iniziato a circolare su Twitter dei rumors secondo cui il governo Monti starebbe valutando la tassa sugli animali, anche perchè questa era già stata proposta al precedente governo. In realtà si tratta di una mezza verità perchè é vero che durante il vecchio governo era stata proposta una tassa del genere, ma questa era stata immediatamente bocciata. Sembra proprio che stavolta, la storia della tassa sugli amici a quattro zampe, sia l’ennesima bufala che ha trovato terreno fertile solo nelle sconfinate e incontrollabili valli del web.

Alla Lav – sottolinea il presidente Gianluca Felicetti – non risulta che esista nessuna proposta, né ufficiosa né tantomeno ufficiale, su questo argomento. Più che altro tempo fa, nella provincia autonoma di Bolzano, un assessore in quota Pd propose l’introduzione di una tassa da 50 a 150 euro per i proprietari di cani, escludendo solo le razze ‘utili’, come i cani da pastore o da caccia. Il ricavato sarebbe servito per finanziare gli interventi per il verde pubblico e la pulizia della strada. ma ci fu una sollevazione popolare, e la cosa fu accantonata.

Commenti (1)

  1. Menomale… mi sento meglio… speriamo rimanga x sempre una bufala, gia mi giravano!

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