Tassa di concessione governativa addio: é illegittima

di giannip 1

Novità per i possessori di cellulari che hanno sottoscritto un abbonamento telefonico: la pesante tassa di concessione governativa sui cellulari è stata eliminata in maniera definitiva. La regione Veneto, ha fatto partire una commissione tributaria contro questo costo e ha emesso due sentenze, che stabiliscono chiaramente che gli enti locali, non sono tenuti a effettuare il pagamento della tassa, che dovrà essere pagata dalle compagnie telefoniche che erogano il servizio. Chi ha sottoscritto un abbonamento con il telefonino sa che il balzello pesava 5,16 euro al mese come utente privato e 12,91 euro se cliente con partita iva. Da oggi inoltre sarà possibile richiedere il rimborso della tassa pagata negli ultimi tre anni.

Sarebbe auspicabile che con i gestori si aprisse un dialogo – ha sottolineato il presidente dell’Adoc, Carlo Pileri – per trovare una soluzione per poter arrivare alla restituzione del dovuto senza dover ricorrere alle commissioni tributarie per evitare un dispendio di soldi da entrambe le parti. Il rischio e’ che possano arrivare alle commissioni tributarie decine di migliaia di istanze.

Chi desidera fare richiesta di rimborso della tassa di concessione governativo può scaricare il modulo disponibile sul sito dell’Adoc, tale modulo va inviato alla propria compagnia telefonica presso la sede legale a mezzo raccomandata A/R, e anche per conoscenza all’Adoc, ad esso dobbiamo allegare copia delle fatture.

I giudici tributari regionali del Veneto – ha specificato il commissario dell’Agcom, Gianluigi Magri – giungono a dichiarare l’illegittimita’ tout court della tassa, rilevando l’abrogazione implicita della norma che ne prescrive l’applicazione. Il fatto che la tassa ricada solo sui contratti in abbonamento e non sulle schede ricaricabili potrebbe configurare un’ipotesi di violazione del principio di non discriminazione sancito dal Codice delle comunicazioni elettroniche. La stessa questione e’ stata sottoposta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Taranto al giudizio della Corte di Giustizia Ue, la cui decisione e’ attesa per marzo.

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