Tasi, aumenti preoccupanti per i capannoni e negozi

di Sofia Martini Commenta

La Cgia di Mestre lancia nuovamente l’allarme Tasi, affermando che, in attesa della delibera dell’aliquota dei 5.900 Comuni che dovranno farlo entro settembre, su negozi e capannoni potrebbe abbattersi un aumento del prelievo di 1,6 miliardi di euro riguardo al 2013. Soprattutto sui negozi l’aumento medio potrebbe essere di 140 euro (+17,1% rispetto al 2013) sui capannoni industriali di circa 400 euro (+11,4%).

Come sanare col Ravvedimento gli errori in Unico 2014, 730, Tasi e Imu

Quindi in termini assoluti, il carico fiscale aggiuntivo su immobili ad uso commerciale e produttivo previsto per il 2014 potrebbe essere pari a 1,6 miliardi di euro. Questa condizione, fa notare la Cgia, si riscontrerà se i Comuni determineranno di aumentare le aliquote Imu-Tasi portandole fino alla soglia massima prevista per legge dell’11,4 per mille. Gli aumenti di tassazione hanno volumi molto preoccupanti se il confronto viene fatto con il 2011, anno in cui si e’ pagata per l’ultima volta l’Ici, l’aumento del carico fiscale rischia di essere addirittura esponenziale: per i capannoni potrebbe toccare l’ 89%, per i negozi addirittura il 133%.

Si parla naturalmente di stime, fatte sulla base delle rendite catastali medie rilevate dall’Agenzia del Territorio. Le aliquote adoperate in questo esercizio teorico sono quelle medie deliberate dai 100 Comuni capoluogo di provincia negli anni passati. Per il 2014, invece, si e’ supposto che i Comuni usino la stessa aliquota Imu del 2013 e aumentino solo quella della Tasi.

”Negli ultimi anni – afferma Bortolussi segretario della Cgia – l’incremento della tassazione a livello locale e’ stato a dir poco eccessivo. Per gli immobili, con l’Imu e, fino a ora, anche con la Tasi, i Sindaci hanno cercato di non penalizzare le abitazioni principali a discapito delle seconde/terze case e degli immobili ad uso strumentale. Un ulteriore aumento del carico fiscale sugli immobili produttivi e commerciali potrebbe mettere fuori mercato molte aziende che sono sempre piu’ con l’acqua alla gola per la mancanza di liquidita”.