I Comuni dove l’inquilino non deve pagare la Tasi

di Sofia Martini Commenta

I Comuni che non hanno rispettato la scadenza prevista per il mese di  maggio per pubblicare sul sito del Dipartimento delle Finanze, le delibere con le aliquote  della Tasi inerenti alla prima e alla seconda casa dovranno approvare le delibere entro il 10 settembre  per poter chiedere il pagamento della prima rata il 16 ottobre. Ma in ogni caso le novità interessano chi vive in affitto.

Stando alle disposizioni che sono state emanate dal Parlamento inerenti alla Tasi, è previsto che il pagamento venga suddiviso tra il proprietario e l’inquilino. All’inquilino  infatti dovrebbe spettare una quota che i Comuni possono deliberare  scegliendo tra il 10 e il 30% del totale. Molti Comuni, come spiega  Panorama, hanno invece deciso di eliminare la quota di pertinenza degli inquilini, affidando il pagamento della Tasi ai soli proprietari.

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Non è chiaro ad oggi se i proprietari dovranno pagare l’intera tassa calcolata secondo le aliquote prestabilite, o se dovranno pagare solo la quota che sarebbe stata di loro spettanza, variabile quindi tra il 70 e il 90%. In ogni caso gli inquilini in questi Comuni non saranno chiamati a pagare la Tasi. Tra le prime realtà a prendere decisioni del genere ci sono tre grandi città come Firenze, Torino e Palermo. In tutti questi contesti si è voluto tenere conto del fatto che molto spesso le famiglie in affitto sono costrette già a sopportare un disagio economico molto pesante legato al pagamento del canone di locazione mensile e quindi si è optato per evitare anche questo inutile e ulteriore aggravio.