Riduzione del 40% per il marchio delle imprese comunitarie

di Simone Commenta

 Ci sono buone notizie per quanto riguarda le imprese comunitarie: a partire dal prossimo 1° maggio, infatti, vi sarà una riduzione del 40% per il deposito del marchio comunitario. L’annuncio è arrivato direttamente dalla Commissione Europea, per voce del commissario del Mercato Interno e dei Servizi, Charlie McCreevy. Tale riduzione è stata pensata in particolare per le piccole e medie imprese, le quali sono spesso costrette a sostenere un onere troppo ingente nel pagamento del costo amministrativo per ottenere questa importante tutela. Dello stesso tenore sono le affermazioni di Wubbo de Boer, presidente dell’Uami (l’Ufficio Armonizzazione Mercato Interno):

Per una piccola impresa è fondamentale proteggere il proprio marchio a livello comunitario, perché in tal modo essa può tutelare il diritto dei propri beni e servizi e accedere in futuro al mercato unico europeo.

 


Attraverso questo intervento, le imprese interessate potranno risparmiare una cifra pari a 60 milioni di euro ogni anno. È sicuramente una misura molto importante dal punto di vista fiscale, in quanto vi è la possibilità di azzerare del tutto la tassa di registrazione per i marchi: le imprese pagheranno solo una tassa per il deposito della domanda e vi saranno conseguentemente delle accelerazioni nel tempo necessario per la registrazione di un marchio comunitario. Attualmente, le imprese pagano 1.750 euro per il deposito della domanda e la relativa registrazione, mentre a partire da maggio la tassazione ammonterà a soli 1.050 euro; la riduzione sarà inoltre maggiore per quelle imprese che effettueranno l’inoltro della domanda via internet (in tal caso si pagheranno 900 euro di deposito anziché 1.600).

 

Per concludere, c’è da dire che vi sarà una diminuzione della tassa individuale per la domanda e la registrazione dei marchi internazionali: questi marchi designano la Comunità Europea, secondo quanto stabilito dal Protocollo di Madrid e la loro domanda potrà essere pagata 870 euro rispetto agli attuali 1.450.