Tasse ecologiche per 41 miliardi, ma solo 1,1% va alla tutela ambiente

 Gli italiani pagano ogni anno 41,29 miliardi di euro in tasse ecologiche ma solo l’1,1% di questa percentuale pagata dagli italiani viene speso per la protezione dell’ambiente (dati Cgia Associazione artigiani piccole medie imprese) di Mestre. L’associazione sottolinea che questa serie di tasse e imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima e pesano soprattutto su energia, trasporti ed inquinamento. La Commissione europea inoltre sta lavorando per definire le regole di base per colpire i possessori di veicoli, come sempre il presupposto sarà quello che chi inquina pagherà di più.

Legge di stabilità: cosa cambia nella deduzione dell’Irap

 I riferimenti tributari della Legge di Stabilità sono precisi e meriti, ad esempio merita un approfondimento quello che riguarda l’Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive: in particolare, il testo normativo in questione parla di tale tassa in relazione alle defiscalizzazioni per le nuove autostrade di cui saranno beneficiare le società di progetto che investono in tale settore (anche l’Iva viene ricompresa in tal senso). Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che il contenuto di questa materia si trova all’interno dell’articolo 18 della legge stessa. In pratica, l’intento è quello di agevolare la costruzione delle infrastrutture autostradali con la finanza di progetto; il sistema in questione prevede che si taglino o addirittura si eliminino del tutto gli importi del contributo pubblico che viene stanziato a fondo perduto.

Le tasse sul turismo generano polemiche

 Non voluta da molti operatori nel settore, è però stata applicata in molte città d’Italia. Stiamo parlando della tassa di soggiorno, balzello che i turisti sono costretti a pagare all’albergatore, il quale é considerato sostituto d’imposta, obbligato dunque a pagare, e in tempi brevi, anche in caso di mancato o di ritardato pagamento del cliente. Le tariffe variano da città a città e per una notte si può sborsare fino a 5 euro. Dobbiamo ammettere però che con questa tassa di soggiorno l’Italia non farebbe altro che allinearsi alle altri grandi città europee e internazionali.

Rc Auto: più controlli dal maxi-emendamento

 Il settore della Rc Auto suscita sempre polemiche a non finire, soprattutto per i rincari e gli scarsi controlli: la Legge di Stabilità contiene delle norme che disciplinano anche questa fattispecie, ma cosa si prospetta di preciso per il futuro più immediato? L’impegno che è stato assunto riguarda proprio i controlli, i quali dovrebbero essere più accurati e minuziosi, visto che moltissime vetture nel nostro paese (circa tre milioni e mezzo) viaggiano senza assicurazione. Questa situazione e le continue truffe sono alla base, secondo l’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) degli aumenti tariffari che vanno a colpire gli automobilisti.

Agevolazioni fiscali, bonus per l’aquisto della prima casa

 Comprare una casa oggigiorno diviene sempre più difficile, la precarietà del posto di lavoro, gli stipendi bassi e il contesto di austerità in cui vive il nostro Paese non creano i presupposti giusti per l’acquisto di una dimora. La soluzione é quella di ricorrere a un un mutuo per arrivare alla tanto agognata casa di proprietà, ma anche in questo caso i problemi non mancano. E’ necessario un impiego a tempo indeterminato o un garante e non di rado anche con queste condizioni risulta difficile poter comprare casa. La legge italiana per favorire ed aumentare l’acquisto di immobili per uso abitativo, ha introdotto delle agevolazioni fiscali.

Legge di stabilità: le novità della cassa integrazione

 Gli articoli della Legge di Stabilità sono davvero molti, ma tra i più importanti c’è sicuramente quello che si riferisce all’ambito lavorativo, più precisamente alla cassa integrazione: in particolare, gli armonizzatori sociali che sono in deroga dovranno essere prorogati. Ma quali sono, nel dettaglio, i provvedimenti che sono stati adottati in tal senso? L’autorizzazione di spesa, la quale è andata a confluire direttamente nel Fondo Sociale per Occupazione e Formazione, deve essere sfruttata proprio per questi specifici ammortizzatori, con un aumento quantitativo che è stato fissato nella misura di mille milioni di euro per quel che concerne il prossimo anno.

L’ICI sulla prima casa potrebbe tornare, contrario il Pdl

 La campagna elettorale di quello che è poi diventato il IV Governo di Silvio Berlusconi è stata fondata al 60-70% sullo slogan dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa. La pressione della crisi economica però ha costretto a rivedere tutta la strategia del Governo anche se di Ici sulla prima casa non si era effettivamente più parlato; attualmente invece ritorna sul tavolo delle discussioni la possibilità di un re-inserimento della tassa sulla prima abitazione che era stata eliminata dando seguito alle promesse pre-elettorali del Pdl.

A distanza di tempo però possiamo rilevare una cosa; se si è arrivati a dover anche solo pensare alla reintroduzione dell’Ici che era stato tolto allora è evidente che qualcuno ha fatto male i conti facendo il passo più lungo della gamba per star dietro alle promesse fatte in precedenza. Questo infatti non sarebbe dovuto succedere se chi ha preso il provvedimento avesse pensato al bene del Paese non nel breve ma nel lungo periodo, cercando la soluzione per re-integrare la mancata entrata di cassa con soluzioni e proposte.

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Benefici fiscali, riforma sull’assistenza

 Secondo le analisi presentate dal Forum Terzo settore, i benefici fiscali ammontano complessivamente a 13,6 miliardi di euro annui, di questi la maggior parte, più di 11 miliardi è destinata alle detrazioni per i familiari a carico. In un documento che analizza il possibile impatto della delega assistenziale su popolazione, spesa pubblica e welfare, il Forum Terzo settore sottolinea la propria contrarietà, il documento, secondo i tecnici risulta infondato  perché “si basa su considerazioni astratte e teoriche, non é conforme alla Costituzione e la sua attuazione richiederebbe un ampio quanto inutile sforzo a tutti i soggetti operanti nel welfare”. Già attualmente in Italia la spesa pubblica per il welfare è molto più bassa rispetto alla media europea, in particolare nei settori della non autosufficienza.

Tutte le caratteristiche dell’atto notarile informatico

 Più di un anno è passato dal momento dell’introduzione dell’atto notarile informatico: era il 24 giugno del 2010, infatti, quando il governo approvò il Decreto legge appositamente progettato per disciplinare gli atti pubblici in formato elettronico, in modo da rispondere a una esigenza piuttosto precisa del Codice dell’Amministrazione Digitale. Di cosa si tratta esattamente? Il normale atto notarile, come è facilmente intuibile, può essere redatto avvalendosi del formato telematico: la sottoscrizione avviene quindi avvalendosi della firma digitale, con il notaio che comunque deve essere necessariamente presente in tal caso, senza dimenticare i controlli preventivi di legalità che si riferiscono all’atto di carta.

Obbligo PEC per PMI dal 29 novembre

 Scatta il 29 novembre l’obbligo di PEC per le società di persone e di capitali sulla base deldecreto legge 185/08. L’art. 16 di tale legge stabilisce che le imprese, già costituite in forma societaria, dovranno comunicare al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. La normativa opera una distinzione tra le società di nuova costituzione e quelle già esistenti alla data di entrata in vigore del Decreto Legge 185/2008: le nuove imprese dovranno indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al Registro delle Imprese. Le imprese che risultano già state costituite alla data del 29 novembre 2008 sono tenute a comunicare al Registro delle Imprese l’email certificata entro il 29 novembre 2011. Sono obbligate ad attivare l’indirizzo PEC le società di capitali e di persone, le società semplici, le società cooperative, così come anche le società in liquidazione, società estere che hanno in Italia una o più sedi secondarie della stessa azienda.

Studi di settore: che cosa ci attende nel 2012?

 Il funzionamento classico degli studi di settore è ormai noto a tutti da diverso tempo, anche se anno dopo anno, si tenta di inserire qualche novità per quel che concerne l’adempimento: la scadenza scelta dalla nostra amministrazione finanziaria per tale invio fiscale è ormai scaduta da tempo, visto che risale allo scorso 30 settembre, ma questo non impedisce che si debba rinfrescare la memoria dei contribuenti interessati, soprattutto alla luce di quanto li aspetta nel corso del 2012. Anzitutto, bisogna ricordare che la trasmissione in ritardo di tali strumenti comporta un accertamento induttivo puro e la conseguente sanzione massima per la responsabilità di chi non ha rispettato il termine previsto.

Licenziamento per giusta causa, requisiti

 Il datore di lavoro può interrompere il rapporto lavorativo sia nel caso di contratto a tempo determinato che indeterminato, devono però sussistere alcuni elementi. Nei casi di licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto. È necessaria l’osservanza di alcuni requisiti tipici di tale forma di risoluzione: innanzitutto occorre motivare il recesso per iscritto, il fatto che costituisce la giusta causa deve essere così grave da non consentire, anche provvisoriamente, la prosecuzione del rapporto; la causa di interruzione del rapporto di lavoro non può essere successivamente modificata e sostituita con un’altra; infine il datore di lavoro ha l’onere di provare la sussistenza della giusta causa.

Cassa integrazione erogata dall’INPS

 La cassa integrazione é una prestazione economica erogata dall’Inps con la funzione di integrare o sostituire la retribuzione dei lavoratori che si trovano in particolari situazioni: l’azienda ha ridotto le ore di lavoro oppure, nel peggiore dei casi, ha sospeso l’attività lavorativa dei dipendenti. La cassa integrazione spetta agli operai, impiegati e quadri dipendenti che lavorino presso aziende industriali, cooperative di produzione e lavoro, industrie boschive, forestali e del tabacco, cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi, imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film, imprese addette agli impianti elettrici, telefonici e ferroviari.

Rogito notarile: caratteristiche e accorgimenti

 Si sente parlare diffusamente del rogito notarile in ambito immobiliare, ma forse in pochi ne conoscono il reale funzionamento e le caratteristiche: si tratta, in pratica, dell’atto che conclude in maniera definitiva la compravendita di un edificio, in quanto il suo scopo è proprio quello di dare concretezza al passaggio di proprietà al momento della stipula del contratto. La consegna delle chiavi dell’abitazione rappresenta la conseguenza principale di questo atto. Come si può pagare in questo caso? Ovviamente, bisogna far riferimento alla banca che ha garantito il mutuo, dunque si potranno sfruttare gli assegni circolari più che i contanti. Il contratto di rogito viene disciplinato dal codice civile in un articolo ben preciso, il 1350: come spiega chiaramente tale testo, la stipula deve avvenire necessariamente in forma scritta, alla presenza di un notaio che avrà il compito della redazione, oppure, in alternativa, avvalendosi di una scrittura privata autenticata.

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