Legge di Stabilità 2016, quale impatto ha sul Fisco?

di Sofia Martini Commenta

Agevolazioni ai contribuenti: sono una soluzione 'politica'?

La legge di stabilità 2016 ha introdotto nuovamente la tassazione agevolata al 10% dei premi di produttività (o partecipazione agli utili), la quale era stata sospesa l’anno scorso.

Si tratta di un nuovo passo in avanti nell’opera di distorsione del sistema fiscale, progressivamente piegato a logiche agevolative, se non puramente elettorali. La storia delle agevolazioni ai premi di produttività comincia nel 2008, inizialmente destinata agli straordinari.

L’ammontare massimo delle somme erogabili è diminuito; in precedenza potevano arrivare a 6.000 euro, mentre ora ci si limita a 2.000, o 2.500 nel caso in cui i lavoratori siano coinvolti nella gestione produttiva. In compenso la platea si è allargata, perché la remunerazione massima dei lavoratori agevolati è salita fino a 50.000 euro, per estendere l’agevolazione anche a impiegati e quadri. È chiaro che i veri beneficiari dell’agevolazione sono i datori di lavoro del settore privato (com’è noto sono esclusi i dipendenti pubblici, vuoi per l’impossibilità di misurare la produttività, vuoi perché ritenuti strutturalmente lavativi). Attualmente le detrazioni da lavoro subordinato, che si riducono al crescere del reddito, determinano aliquote marginali del 27,51% fino a 15.000 euro, del 31,51% fino a 28.000, e del 41,51% fino a 55.000. Se un datore di lavoro vuole mettere in busta paga 1.000 euro netti al dipendente, con le somme che finiscono in Irpef, dovrebbe erogare da un minimo di 1.380 euro (primo scaglione) a un massimo di 1.713. Così invece se la cava con 1.111 euro.

Inoltre, l’agevolazione attenua il pasticcio dovuto ai famosi 80 euro dati dal Governo Renzi. Infatti, dai 24.000 ai 26.000 euro di imponibile Irpef i 960 euro annui scendono a zero (un’aliquota implicita del 48%, che si aggiunge a quella del 31,51%). Ora in quella fascia di reddito ci sono circa un milione e mezzo di lavoratori, in maggioranza privati; l’elargizione di somme fuori Irpef permette loro di godere, in tutto o in parte, degli 80 euro.