I super bonus dei banchieri

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Ciclicamente escono fuori discorsi inerenti il rapporto tra crisi finanziaria, che ha colpito in maniera vigorosa sopratutto le istituzioni bancarie, e bonus e stipendi elargiti ai manager. Da una rapida analisi anche negli ultimi tempi balza agli occhi il fatto che l’acuirsi della crisi non abbia minimamente intaccato gli stipendi d’oro pagati ai super manager a capo dei maggiori istituto di credito mondiali.

A parte il caso di James Dimon, banchiere numero uno di Jp Morgan, risultato essere il più pagato al mondo nel 2011 vi sono molti altri esempi, di cui alcuni anche in casa nostra. Prendiamo ad esempio il caso di Mps, recentemente balzata agli onori della cronaca per alcuni casi di gestione non proprio trasparente. Ebbene nonostante nel 2011 il titolo Monte dei paschi di Siena abbia fatto registrare una flessione record apri al 65 % del proprio valore e nonostante l’istituto di credito abbia accusato perdite per 4,65 miliardi di euro, tutto ciò non ha impedito al direttore generale uscente Antonio Vigni di essere il banchiere meglio pagato in Italia nel 2011. Complice infatti una buona uscita di 4 milioni di euro ad Antonio Vigni, nel 2011, sono stati corrisposti compensi per circa 5,4 milioni di euro, ed il manager ha potuto essere il numero uno nella lista dei banchieri italiani più pagati.

Il noto giornale finanziario Bloomberg ha calcolato che nel 2011, nonostante un pesante clima di recessione che ha ridotto notevolmente le retribuzioni di molti lavoratori, i compensi per i manager e banchieri hanno avuto una crescita del 20 %. Dato in calo peraltro, visto che nel 2010 lo stesso periodico aveva calcolato che l’aumento medio delle retribuzioni dei banchieri era stato pari al 26 %. Anche Forbes conferma tale trend, visto che nel 2011 l’aumento medio dei top manager delle prime 500 aziende mondiali è stato apri al 10,6 % pari a circa 10,5 milioni di euro annui.

Anche in Europa i big di settore continuano a guadagnare cifre da capogiro. Alcuni esempi? Bob Diamond di Barclays nel 2011 ha percepito circa 20 milioni di euro,Alfredo Saenz di Banco Santander circa 16 milioni di euro e Deutsche Bank nel 2011 ha elargito circa 9 milioni di euro a Josef Ackermann.