Fisco, un macigno per le imprese

di Sofia Martini Commenta

I tre comparti più rappresentativi sono manifattura, commercio e costruzioni e risultano, in confronto al 2014, in segno negativo per quanto riguarda il pagamento di imposte sostenuto nell’anno precedente.

Quattro imprese su dieci, sul territorio nazionale, hanno versato più imposte che nel 2014 con un incremento medio pari a 30.278 euro tra Ires e Irap. Anche in Puglia il livello della tassazione sale, toccando punte pari al 35%.

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Sempre nel 2015 il tax rate (calcolato per le Srl di tre diversi comparti con meno di 15 dipendenti e un fatturato sotto i 2 milioni di euro)  sugli utili aziendali si è attestato intorno al 30%, in calo, questa volta, di due punti percentuali su base annua. Un fisco, quello italiano, che continua a pesare come un macigno sulla competitività e sul sistema produttivo, rallentando di conseguenza le risorse da liberare per gli investimenti.

I tre comparti più rappresentativi sono manifattura, commercio e costruzioni e risultano, in confronto al 2014,  in segno negativo per quanto riguarda il pagamento di imposte sostenuto nell’anno precedente. Questo perché, nonostante il 43% delle imprese ha pagato più imposte rispetto all’anno precedente, con ogni probabilità la diminuzione del tax rate  (espressione inglese con cui si indica l’incidenza percentuale della tassazione applicata a una certa variabile, per esempio le imposte dirette sui profitti dell’impresa) dipende sia dall’andamento dei conti aziendali e sia dall’effetto delle manovre varate con l’ultima finanziaria.

Vale a dire che le società che avevano accumulato perdite negli anni precedenti potrebbero averle usate per ridurre i profitti, altre invece hanno subito  beneficiato dell’eliminazione dell’Irap sulla manodopera. La deducibilità del costo del personale e il taglio del cuneo fiscale per le imprese con elevata intensità di manodopera a tempo indeterminato, può spiegare in buona parte la discesa media del rapporto tra imposte sul reddito e utile lordo nei bilanci dell’ultimo esercizio.

L’aumento delle tasse pagate si spiega infine verosimilmente con un incremento degli utili ante imposte, anche perché i profitti sono in media aumentati dopo gli anni neri della crisi e soprattutto perché chi fino ad oggi chiudeva in rosso, ora è in attivo.