eCommerce: alcune novità della normativa che bisogna rispettare 

di giannip Commenta

Al giorno d’oggi, il sogno di aprire un negozio fisico è stato sostituito da quello di aprire un eCommerce: è proprio così, visto che tantissime attività ormai si possono svolgere anche direttamente sul web, con dei canali di comunicazione che dalla televisione e dai giornali si sono spostati verso i vari siti web e i social network.

Quando si prende la decisione di avviare una simile attività, una delle prima domande che bisogna porsi è quale sia la tipologia di negozio online su cui sui vuole puntare. Ebbene, gli sviluppi che caratterizzano le varie piattaforme di shopping online possono essere i più differenti, senza dimenticare come ci sia tanto lavoro da fare per pubblicizzare la propria attività. Una delle categorie su cui gli eCommerce stanno avendo più successo è certamente quella del settore automotive: in modo particolare, la vendita dei pezzi di ricambio, come nel sito autopezzistore.it.

Fiscalità ed eCommerce

Nel momento in cui si parla di fiscalità con gli eCommerce ci sono tre macro fondamentali da tenere in considerazione. Si tratta del tipo di transazione, del tipo di acquirente e del paese di destinazione del prodotto. Il primo passo è quello di effettuare una distinzione importante, che è quella tra eCommerce diretto oppure indiretto, con la differenza che è rappresentata dalla modalità di consegna del bene oppure del servizio che rappresenta l’oggetto della compravendita.

La nuova normativa che riguarda il commercio elettronico ha garantito un processo di semplificazione molto importante sull’eCommerce diretto. In primo luogo, chi è proprietario di un eCommerce con un fatturato che non supera i 10 mila euro dovrà applicare l’IVA nello Stato membro in cui viene definita la propria stabilizzazione. Eliminato l’obbligo, tra l’altro di conservare i documenti, che prima era pari a 10 anni, per chi agisce secondo le regole MOSS, visto che si dovrà rispettare quanto stabilito dallo Stato Membro in tale materia. Infine, non c’è più l’obbligo di fatturazione dei singoli Stati Membri.

Spostando l’attenzione sul commercio online indiretto, invece, la nuova normativa ha previsto diverse novità. Prima di tutto, sono state rimosse le limitazioni che vanno da 35 fino a 100 mila euro all’anno. Cambiano anche le condizioni di trasporto dei beni, con il trasporto eseguito per conto del fornitore che è tale solo nel caso in cui il cedente si prodiga direttamente per effettuare il trasporto stesso. Infine, con le nuove norme sono state previste numerose semplificazioni per le nuove imprese. Interessante notare come sia stata rimossa l’esenzione dell’IVA per tutte quelle spedizioni che arrivano da nazioni che non fanno parte dell’UE e che hanno un valore più basso di 22 euro.