La capitalizzazione delle tasse sui redditi di capitale

di Simone Commenta

 Quando si pensa all’imposizione fiscale che grava sui redditi relativi ai beni immobili, si fa riferimento al capitale che viene investito in quegli impieghi che non sono reversibili immediatamente e senza perdite rilevanti: in pratica, questa stessa tassazione può nascere da quello che viene conosciuto come effetto di capitalizzazione dell’imposta, ma anche come ammortamento. Di solito, poi, tale fenomeno viene descritto in maniera efficace attraverso la capitalizzazione di una rendita perpetua.

Il tasso in questione, comunque, viene aggiustato in maniera opportuna per poter tenere conto di quelle che sono le caratteristiche differenziali, ma anche quelle di rischio dei diversi assets che entrano in gioco. Se si introduce una tassa sui redditi dei beni immobili, allora il reddito che si ottiene dalla proprietà di un immobile (il tipico esempio è quello del fitto di una abitazione) tende a ridursi di una proporzione che è esattamente pari all’aliquota di riferimento. Questo vuol dire che quando si è in presenza di mercati che sono competitivi e senza alcuna imperfezione dal punto di vista informativo, il soggetto che è in possesso dell’immobile nel momento in cui si introduce questa imposta ne subisce anche l’incidenza. Un fenomeno di questo tipo si è verificato, in particolare, nel nostro paese nel periodo compreso tra il 1993 e il 1995, quando venne introdotto un nuovo tributo, l’Imposta Comunale sugli Immobili (Ici), in grado di provocare una riduzione piuttosto evidente dei valori dei capitali colpiti.

La capitalizzazione di cui si sta parlando dipende in estrema sintesi da quanto è invariabile il tasso di capitalizzazione: l’affermazione, inoltre, risulta essere ancora più vera quando i cespiti colpiti dalla tassa non sono così importanti da incidere sull’assetto complessivo del mercato dei capitali. Normalmente, l’incidenza di tale tassazione tende a spostarsi sugli investitori che sono presenti nel mercato dei capitali, ma l’importo complessivo di capitale investito si riduce, spostando l’imposizione sui rendimenti dei capitali.