Accise e Iva sui carburanti: facciamo i conti in tasca ai benzinai

di Laura Commenta

Chi ha una stazione di servizio può facilmente arricchirsi? La benzina ha raggiunto costi davvero esorbitanti e non di rado si sente qualcuno affermare che i distributori di carburante fa parte di un settore che risente meno della crisi. In realtà quando aumenta il prezzo della benzina, non é assolutamente detto che cresca anche il guadagno del benzinaio. Chi viaggia per lavoro o chi in questi giorni partirà per le vacanze avrà brutte sorprese: chilometri e chilometri in autostrada percorsi a oltre 1,70 euro al litro. Lo sapevate che su cinquanta euro di benzina meno di 1,50 rappresentano il guadagno dei benzinai?

Senza le tasse la benzina costerebbe poco più dell’acqua minerale – sottolinea il presidente della Federazione autonoma italiana benzinai (Faib) Martino Landi -. Da sempre il carburante è il bancomat dello Stato: quando non sanno dove prendere i soldi, applicano nuove tasse alla benzina. Dall’inizio del 2011 l’aumento medio delle accise è stato di quasi il 30%. In Italia ci sono troppi punti vendita al netto delle accise e dell’Iva ci costa dai 3 ai 4 centesimi in più al litro. L’Italia è il Paese dell’Eurozona dove la tassazione incide di più adesso è anche più alta che in Grecia.

Rifornirsi di carburante in questo periodo costa ancora di più. E’ aumentato il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano. Il decreto Monti inoltre stabilisce che a partire dal primo gennaio 2012 le accise aumentino ancora: da 622 a 704,2 millesimi per litro di benzina; per il gasolio invece é previsto un aumento da 481,1 millesimi a 593,2 millesimi; per il gpl sono previsti 267,77 millesimi in più ed infine 0,00331 euro per metro cubo di metano. L’aumento delle nuove accise colpirà soprattutto coloro che percorrono oltre 20.000 km l’anno: per due auto la spesa per la benzina ammonterà a oltre 330 euro in più, 360 se a gasolio. La famiglia meno abbiente costretta a vivere fuori città sarà ulteriormente sfavorita.