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I contribuenti Usa tornano a risparmiare grazie allo “stimulus” fiscale

Negli Stati Uniti stanno avendo i loro primi effetti le misure dello “stimulus” fiscale, le quali, tra l’altro, hanno portato a una crescita dello 0,3%. I maggiori benefici in questo senso sono stati avvertiti dai contribuenti statunitensi, che stanno riscoprendo il gusto del risparmio: infatti, dopo diversi anni in cui i bilanci familiari si erano assestati sul colore rosso, ora la tendenza è mutata, come testimonia anche l’andamento del tasso di risparmio, giunto ormai al 6,9%, il livello più alto raggiunto da quindici anni a questa parte. Gli analisti economici hanno studiato con attenzione questo fenomeno. Le principali opinioni ritengono che gran parte del merito sia dovuto alle manovre di contenimento fiscale dettate dal presidente Barack Obama. Come è stato calcolato, inoltre, in assenza delle misure inserite nel piano di stimolo fiscale il reddito disponibile per i consumatori americani non avrebbe raggiunto i 20 miliardi di dollari; le maggiori conferme in relazione a questi vantaggi, comunque, potrebbero arrivare nei prossimi mesi, un fatto che induce a essere moderatamente ottimisti. Le disponibilità dei contribuenti statunitensi ammontano attualmente a ben 787 miliardi di dollari.

 

Il provvedimento di Obama si differenzia abbastanza nettamente da quelli effettuati nello stesso campo dal predecessore Bush, il quale era solito riempire a senso alterno le tasche dei consumatori; lo stimulus fiscale consente invece di ottenere un doppio risultato, il già citato contenimento e una maggiore razionalizzazione della spesa. Tra le voci più importanti dal punto di vista fiscale, bisogna sicuramente ricordare i ritorni di liquidità, i benefit che derivano dalla modifica del corpo strutturale della Social Security e degli schemi delle pensioni, oltre alla riduzione della ritenuta da applicare sugli stipendi.

 

C’è infine da sottolineare che tutti questi programmi dovrebbero consentire anche una ripresa futura del Pil e l’interruzione della dinamica che si è innestata con i licenziamenti di massa, i quali stanno influenzando l’industria e i diversi settori del commercio.