Scatta l’obbligo per le PA di pagare entro 30 giorni i fornitori

di Redazione 1

Con l’inizio dell’anno saranno molti i provvedimenti normativi che entreranno in vigore per i cittadini italiani. Dalla nuova imposta sul bollo e conti correnti alle nuove norme previste dalla riforma Fornero sino al nuovo obbligo per la pubblica amministrazione di pagare i fornitori entro 30 giorni.

 

A partire dal 1° gennaio 2013 verranno infatti introdotte le nuove regole europee previste dal D. Lgs 192/2012 per tutte le transazioni commerciali, ed in particolare per quelli in cui una delle parti sia la Pa. Per quanto riguarda le transazioni tra privati varranno sempre le stesse regole ma il limite di 30 giorni potrà essere superato qualora vi siano accordi tra le parti che non danneggino il creditore.

Il problema dei ritardi dei pagamenti, soprattutto da parte della pubblica amministrazione, è infatti uno dei problemi principali per le aziende sopratutto ora che sono a corto di liquidità ( in Italia, ai vertici europei per il ritardo accumulato nel pagamento, l’azienda può aspettare anche 170 – 180 giorni prima di essere pagata).

Il limite dei 30 giorni sarà comunque un limite generico e saranno previste alcune deroghe. In particolare Asl, ospedali e imprese pubbliche potranno portare tale limite sino ai 60 giorni. Inoltre tutte le pubbliche amministrazioni potranno comunque derogare al limite dei 30 giorni qualora vi siano condizioni particolari al momento della sottoscrizione del contratto o qualora la natura e l’oggetto del contratto giustifichi un ritardo nel pagamento. In ogni caso la deroga al limite dei 30 giorni dovrà comunque essere espressamente manifestata.

Per le Pa che non adempiano al pagamento entro la scadenza prevista, vi sarà la sanzione del pagamento degli interessi legali di mora da pagare. Gli interessi scatteranno subito dopo la scadenza del termine e non sarà necessario mettere in mora l’amministrazione. Gli interessi legali di mora saranno calcolati applicando un incremento di 8 punti percentuali sul tasso stabilito dalla banca centrale europea ( in sostanza tale tipo di sanzione dovrebbe essere intorno ai 10 punti percentuali).

 

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