Roma: il Fisco fa emergere un’evasione nel no-profit

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Circoli culturali evasori del fisco: sembra quasi incredibile venire a conoscenza di una circostanza simile, ma è avvenuta realmente nel Lazio, come è emerso da un’accurata indagine della Direzione Provinciale romana della nostra amministrazione finanziaria, la quale si è concentrata soprattutto su alcuni enti di tipo non commerciale (le verifiche complessive sono state ben 63), mettendo in luce un’evasione tributaria addirittura superiore ai sette milioni di euro. Come è stato possibile tutto questo? L’Agenzia delle Entrate è riuscita a sfruttare nel migliore dei modi le cosiddette “interrogazioni selettive”: si tratta, nello specifico, degli strumenti di accertamento ideali per il mondo no-profit, ma il tutto è stato impreziosito anche dalle banche dati delle stesse onlus e da mezzi esterni come ad esempio il web e le pubblicità di stampo commerciale. L’insieme di tali pratiche ha prodotto un risultato importante, vale a dire una vera e propria attività alberghiera con tanto di ville sul litorale, banchetti nuziali piuttosto lussuosi, cerimonie e molti altri eventi che con la cultura avevano poco a che fare.


Inoltre, nella maggior parte dei casi gli stessi circoli erano letteralmente “mascherati” da enti sportivi. Per il successo delle verifiche, inoltre, il fisco ha pianificato con la massima cura e attenzione la propria attività, rivolgendosi nei riguardi dell’intero settore del no-profit (le organizzazioni senza scopo di lucro quindi): è proprio per questo motivo che il denaro recuperato è stato piuttosto ingente, circa 1,25 milioni di euro che sono stati scoperti in relazione ai proventi non dichiarati e altri sei milioni, i quali sono invece riferibili alle evasioni e alle elusioni vere e proprie.

Di fatto, questi enti esistevano come circoli culturali soltanto sulla carta, cioè da quanto risultava all’interno dell’atto costitutivo, ma poi il tipico esercizio di questa categoria (soprattutto a carattere associativo) non veniva svolto praticamente mai: la natura delle società era commerciale e quindi il regime agevolato non era di loro competenza.