Le nuove aliquote Iva dei distributori automatici

di Simone Commenta

Gli ecobonus sono stati appena prorogati dal governo Letta e questo comporta delle tassazioni aggiuntive: oltre alle sigarette elettroniche (vedi anche Tassa sulle sigarette elettroniche: solo una questione di tempo), ora bisogna fare i conti anche con la tassa su merendine, bibite e caffè. Insomma, tutti i prodotti che si possono acquistare presso i distributori automatici, diffusissimi in scuole e uffici. Serve tutto per riuscire ad accumulare un gettito interessante, vale a dire qualche centinaio di milioni di euro, in modo da completare la raccolta entro la fine del 2013.

Ma di che tipo di tassa si sta parlando? Non è la stessa situazione vissuta un anno fa per quel che riguarda l’imposizione fiscale utile per migliorare la salute dei cittadini. Stavolta ogni cosa dipende dall’Imposta sul Valore Aggiunto, il cui aumento per i prodotti in questione era una ipotesi già paventata. La realtà potrebbe concretizzarsi nel 2014, quando l’aliquota in misura agevolata (quella pari al 4% per la precisione) salirà fino al 10%. Si tratta di ben sei punti percentuali, i quali vanno a influenzare in maniera più che negativa l’intero settore, ma soprattutto il consumatore finale, il quale non potrà concedersi una pausa tranquilla per acquistare semplici cibi dal distributore.

Perché un rincaro del genere? Non c’è un odio profondo nei confronti della categoria, ma si sa che gli esecutivi sono spesso fantasiosi nello scovare quelle da tassare in maniera più salata quando è necessario recuperare molto denaro. D’altronde, questo è un business in continua evoluzione da diverso tempo a questa parte. Qui basterà ricordare che tra il 2009 e lo scorso anno, i fruitori nel nostro paese sono cresciuti di ben un milione di unità, per un totale di ventitré milioni. Il comparto teme di essere eccessivamente penalizzato dalla misura fiscale, ma ci sono ancora dei mesi a disposizione per scongiurare l’aumento di aliquota.