Maggiore severità con i comuni in deficit

di Alessandra Manco Commenta

 Giro di vite per i Comuni con un deficit strutturale dei conti superiore alla media. Infatti il ministro degli interni uscente, Annamaria Cancellieri, ha recentemente varato un decreto con il quale si stabiliscono parametri più severi al fine di individuare gli enti strutturalmente deficitari. I nuovi criteri, che ricordiamo aggiornano i precedenti parametri varati nel 2009, potranno essere applicati per i bilanci la cui approvazione è prevista per il 2013 e pertanto riguardano i bilanci consuntivi da chiudere entro il 30 aprile ed i bilanci preventivi del 2014 che secondo la legge dovrebbero essere varati entro la fine dell’anno.

All’interno del decreto varato dal ministero dell’economia le novità più eclatanti sono la modifica dei parametri che individuano le entrate accertate e non riscosse. Tali poste di bilancio vengono denominate residui attivi e l’allarme scatterà nel caso in cui i residui attivi di nuova formazione (per intenderci quelli inerenti le mancate entrate annuali) supereranno il 42 % di quanto iscritto a ruolo (in precedenza il parametro stabiliva un segnale di allarme al superamento di quota 45 %). Inoltre nel calcolo degli incassi vengono introdotte le entrate derivanti dall’addizionali irpef mentre fuoriescono dal novero degli incassi quelli relativi al fondo sperimentale di riequilibrio del 2012 e del fondo di solidarietà. Pertanto i comuni avranno parametri più stringenti in virtù del fatto che fuoriescono dal conto incassi certi (appunto le erogazioni fatte dallo Stato) ed entrano incassi che non possono essere definiti certi (le addizionali vanno infatti riscosse).

Stesso giro di vite previsto per i residui fissi degli anni precedenti, monitorati dal parametro n. 3, e che nel nuovo dettato di legge non dovrà superare quota 65 %. Per quanto riguarda le spese del personale il nuovo indice di riferimento sarà il 40 %, e pertanto non dovrà essere superato il valore del 40 % per quanto concerne il rapporto tra spese di personale ed entrate correnti (il parametro vale per comuni sotto i 5 mila abitanti, per comuni più popolosi il parametro sarà meno stringente).