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L’IMU è davvero incostituzionale?

 Probabilmente si. Anzi, incostituzionale è anche il vecchio ICI a quanto sembra. Era infatti solo questione di tempo che qualcuno, rileggendo la Costituzione Italiana, si soffermasse un attimo in più sull’articolo 53 che recita:

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività

Cosa vuol dire? Molto semplicemente la Costituzione Italiana dice che le tasse devono essere proporzionali alla capacità contributiva di un soggetto e sono soggette quindi ad un regime di progressione che non può prescindere dalla posizione sociale e dall’occupazione del contribuente.

L’IMU, come il vecchio ICI, sono unicamente calcolati in base alla casa stessa e non si tiene mai conto del proprietario. In linea di massima e generalizzando molto si può pensare che una persona (o meglio, una famiglia) possieda una casa che rispecchia la propria posizione di contribuente. Questo è vero se l’immobile non è stato ereditato, o se la posizione del contribuente non è cambiata nel tempo (come è successo proprio negli ultimi anni, grazie alla crisi). Dopo aver eliminato l’ICI, con l’IMU si sta ricadendo quindi nello stesso errore, ed anche se sembra strano nessuno si è mai accorto che probabilmente ne l’ICI ne l’IMU sarebbero potuti essere implementati così come li conosciamo.

Questo è solo uno dei motivi per cui la pressione fiscale in Italia è insostenibile; l’IMU è solo un caso tra quelli che non rispettano la proporzionalità dei contribuenti e che finiscono per incidere di meno sulle persone meglio posizionate in quanto a redditi. Il dibattito è ormai acceso e nei prossimi giorni è possibile che questo argomento infiammerà i quotidiani e le televisioni e non si esclude una revisione totale dell’IMU da parte del Governo Monti.

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