Le fiamme gialle: in aumento elusione internazionale

di Redazione 1

Il comandante generale della Guardia di Finanza, Capolupo, illustra i risultati della lotta all’evasione condotta nell’anno precedente. Oltre 17 miliardi di euro emersi grazie anche all’inasprimento della lotta all’evasione internazionale ed al denaro e titoli sequestrati oltrefrontiera.

 

Inoltre le fiamme gialle tracciano il quadro anche in merito alle irregolarità riscontrate. Circa il 32 % degli scontrini fiscali controllati è risultato irregolare, 8600 sono gli evasori totali rintracciati e l’imponibile nascosto al fisco è risultato pari a circa 56 miliardi di euro. Inoltre la crisi ha anche acuito il problema della fuga dei capitali all’estero visto che si registrano in aumento pratiche di elusione condotte mediante un errato comportamento in materia di leverage buy out, transfer pricing, o creazione di trust. Inoltre diverse infrazioni si registrano anche in materia di trasferimento fondi attraverso il money transfer, l’uso di spalloni o l’esportazione di capitali oltre frontiera (alcune volte frazionando anche la somma massima trasportabile apri a 10 mila euro).

Inoltre secondo la relazione del comandante delle fiamme gialle i fenomeni di elusione fiscale con trasferimento di fondi verso paradisi fiscali molte volte nasconde anche altre condotte fraudolente quali ad esempio riciclaggio di denaro sporco, pagamento di tangenti o altro.

 

In tale ambito nel 2012 sono stati scovati circa 17 miliardi di euro, di cui 2 miliardi riconducibili a casi di estero vestizione della residenza di persone fisiche e società, 13,4 miliardi di euro inerenti stabili organizzazioni di imprese estere operanti in Italia e 1,7 miliardi di euro relative a triangolazioni con paesi off – shore e ulteriori manovre elusive. Di questa enorme massa di denaro intercettato l’amministrazione finanziaria e la Guardi di Finanza è riuscita per ora a portare a ad effettuare adesioni per circa 2,5 miliardi di euro con il pagamento anche dei primi 106 milioni di euro (alcuni in contanti altri in rate frazionate). Nel report si legge anche che i paesi verso cui preferibilmente si esporta denaro sono: Lussemburgo, Svizzera e Gran Bretagna.

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