La Grecia vara altre misure straordinarie per combattere l’evasione fiscale

di Redazione 1

Come molti lettori sapranno la Grecia naviga in brutte acque e, nonostante ingenti aiuti ricevuti dalla Comunità europea, non ha ancora del tutto allontanato il pericolo default. Una situazione davvero drammatica quella del paese ellenico, che ha portato il governo ad introdurre misure di austerity senza precedenti, pena la perdita dei finanziamenti europei.

Adesso, sebbene la situazione sia comunque meno grave rispetto al passato, vengono richiesti nuovi sacrifici ai contribuenti greci visto che è in programma una nuova tranche di aiuti. Uno dei motivi per cui la Grecia ha accumulato un debito pubblico record è l’enorme evasione fiscale che attanaglia il paese e no permette all’economia di svilupparsi. Per tentare di scovare gli evasori e per rimpinguare le casse erariali oramai stremate, sono in molti a darsi da fare, dai politici ai singoli cittadini.

Infatti l’esecutivo, al fine di raggiungere l’obiettivo di ottenere la prossima tranche di aiuti comunitari, ha proposto alla commissione europea 89 nuovi interventi che hanno l’unico scopo di incrementare il saldo contabile della Grecia. Tra le misure proposte ve ne è una che sicuramente ha richiamato enormemente l’attenzione dell’opinione pubblica: ci riferiamo alla possibilità per gli avventori di un ristorante o per i clienti di un qualsiasi esercizio commerciale di consumare senza pagare qualora l’esercente non emetta regolare ricevuta fiscale. Una misura estrema, che potrebbe anche essere introdotta già dalla settimana prossima.

Oltre ai componenti del Governo anche altri soggetti, a modo loro, tentano di contrastare la corruzione e l’evasione fiscale presenti in Grecia. Infatti un noto giornalista greco, Kostas Vaxevanis, ha pubblicato sulla rivista Hot Doc una lista contenente 2.059 potenziali evasori pubblici. L’effetto però questa volta non è stato quello voluto, visto che il giornalista è stato subito fermato e potrebbe essere incriminato per violazioni della privacy. E’ dire che il giornalista, conscio del fatto che la lista contenesse numerosi nomi di personaggi di spicco, aveva anche avvisato che il possedere un conto in svizzero non significa in automatico che si è degli evasori.

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