Aggiornamento sui pagamenti per assegno unico di gennaio da INPS

Arrivano in queste ore alcune precisazioni importanti da INPS, in riferimento a coloro che stanno aspettando ancora il pagamento dell’assegno unico di gennaio 2026. Come abbiamo riportato nei giorni scorsi con un altro articolo, una discreta fetta di utenti è al momento ancora fuori da questo discorso, con accredito che tarda ad arrivare. Non a caso, essendo il primo mese dell’anno, più di un utente ha ipotizzato che potesse esserci qualche problema e che la nuova manovra del governo avesse in qualche modo bloccato i fondi. Le cose non stanno così, come abbiamo avuto modo di constatare oggi 2 febbraio.

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Occhio agli SMS sull’assegno unico con IBAN sbagliato

Posso confermarvi in prima persone, senza dimenticare diverse segnalazioni sparse sui social, che oggi sia necessario aggiungere un altro capitolo alla storia dell’assegno unico. Soprattutto per coloro che hanno riscontrato problemi con il riconoscimento del proprio IBAN. Dopo il nostro ultimo articolo a tema, infatti, credo sia necessario concentrarsi su alcuni SMS che potrebbero rendere ancora più confusa la situazione. A prescindere dal fatto che abbiate iniziato a ricevere o meno pagamenti da INPS nel corso delle ultime settimane.

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Assegno unico figli, ecco come è cambiata la situazione

Proviamo a dare uno sguardo all’introduzione del nuovo sistema che riguarda l’assegno unico figli, che è stato da poco introdotto in via ufficiale. Ebbene, l’assegno unico spetta a tutti quei nuclei familiari che hanno quantomeno un figlio minorenne a carico. Può essere incassato anche dalle future mamme a partire dal settimo mese della gravidanza.

Per quanto riguarda le famiglie che hanno i figli maggiorenni, fino ad un’età pari a 21 può essere ottenuto l’assegno unico, ma solo se seguono dei corsi di formazione professionale o scolastica, oppure vanno all’università. Oppure, l’assegno unico figli viene erogato anche se questi ultimi sono maggiorenni e lavorano, ma solo ed esclusivamente nel caso in cui il loro reddito non vada oltre la soglia pari a 8000 euro all’anno.