Evasione fiscale ancora alle stelle

di Francesco 2

Nonostante dopo il blitz di Cortina sembrava che la situazione fosse destinata a cambiare definitivamente, a distanza di un lasso di tempo considerevole il Bel Paese mantiene il primato di evasione fiscale, con particolare riferimento al sud ed alle isole.

Qualcuno però ci aveva avvertito; se non si agevola la messa in regola delle attività sul suolo italiano, perchè gli imprenditori (ed i cittadini) dovrebbero pagare tutte queste tasse? Che benefici hanno gli italiani a lavorare “alla luce del sole”? Praticamente nessuno, anzi.

I contratti di lavoro sono stati rivisti sempre in peggio ed il costo delle assunzioni non incentiva gli imprenditori a regolamentare i dipendenti. Infatti la situazione è identica a come l’abbiamo lasciata prima del blitz di Cortina; gli imprenditori non assumono e se possono evadono con i sistemi più diversi IVA e tasse, alimentando il mercato del lavoro in nero e gravando sulle casse dello Stato, ma salvandosi dalla crisi che ha investito il Paese. I commercianti invece continuano con le loro “usanze”; niente scontrini nella maggior parte dei casi con posti in cui l’evasione è praticamente totale sotto questo punto di vista.

Dopotutto bisogna però mettersi anche dalla parte dei “cattivi”; mentre alcuni imprenditori sono semplicemente avidi, altri per sopportare la crisi si sono dovuti adeguare, provando a “stare a galla” sperando che la bufera sarebbe passata in fretta.

C’è poi una parte di Italia che resta indignata; secondo una ricerca 7 italiani su 10 sarebbero favorevoli al carcere per l’evasione fiscale. Bisogna capire se questo viene detto solo per restare sotto una buona luce (a parole, almeno) oppure se questi sette italiani su dieci non tengono conto della situazione economica e finanziaria del Paese, che incentiva l’evasione da sempre.

In ogni caso entro fine anno saranno presi altri provvedimenti in merito direttamente dal Governo. Se la situazione non cambierà radicalmente, allora l’Italia potrebbe slegarsi dalla ripresa dell’Euro proprio a causa del peso dell’evasione fiscale sui conti pubblici.

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