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Tassa sui voli: varia da uno a tre euro a passeggero

Di Fil, in IVA, News Fiscali, Tasse.

tassa-voliAll’inizio del prossimo anno, in piena stagione invernale, oltre al “consueto” aumento della polizza rc auto da rinnovare, nonostante non abbiate commesso incidenti, anche la vacanza o il volo per ragioni di studio o di lavoro rischia di diventare più caro. Questo perché a partire dal prossimo anno è previsto un aumento dei diritti aeroportuali che comporteranno un incremento, per ogni singolo passeggero, variabile da uno a tre euro. Insomma, lo stesso biglietto per il volo che magari state acquistando per i prossimi giorni, tra qualche settimana lo troverete con una piccola maggiorazione, e con il rischio di innescare ripercussioni negative sul comparto del turismo e sulle imprese del settore che in Italia di certo non stanno attraversando un periodo splendido.

Non a caso, Bernabò Bocca, Presidente di Confturismo-Confcommercio, ha dichiarato non senza preoccupazione che la nuova gabella appare inopportuna, visto che questo progetto di aumentare le tariffe aeroportuali entrerebbe in vigore proprio nel pieno della “stagione bianca“. In questo modo, tra l’altro, si caricherebbero di costi i turisti italiani e quelli stranieri, i quali a fronte del continuo incremento dei prezzi, e considerando anche l’euro forte, rischiamo di perderli nonostante il nostro Paese abbia bellezze artistiche e naturali che in molti ci invidiano.

Il progetto di aumento delle tariffe aeroportuali prevede che i maggiori introiti dai diritti vadano a confluire in un apposito fondo che sarà utilizzato solo ed esclusivamente per gli investimenti infrastrutturali, ma questo non risolve la questione riguardante l’assunzione di maggiori costi da parte dei consumatori/passeggeri. A conti fatti, quindi, i costi del turismo rischiano di essere più alti per l’utenza finale quando invece la Confturismo-Confcommercio da diversi mesi, invano, ha chiesto la riduzione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per il settore turistico e ricettivo per rilanciare la domanda e per emulare le stesse scelte strategiche adottate da altri Paesi europei dove la tassazione a carico delle PMI del turismo è stata ridotta.

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