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  • 11
  • mag

Stretta fiscale di Obama contro le principali compagnie del petrolio

Di Simone, in Agevolazioni Fiscali, Tasse.

petrolioMentre in Italia non sembra avere ancora portato agli effetti sperati l’iniziativa fiscale nei confronti dei petrolieri, l’ultimo bilancio statunitense illustrato dal presidente Barack Obama ha messo in luce la totale assenza di generosi sconti fiscali e di misure speciali rivolte al settore petrolifero. Per essere più precisi, nel bilancio mancano 26 miliardi di dollari, una somma che avrebbe dovuto essere destinata alle grandi multinazionali del greggio per l’anno finanziario 2009-2010. Una mossa che non deve sorprendere in quanto tale, dato che era stata ampiamente prevista nella campagna elettorale del neoeletto presidente, ma per la tempistica: le compagnie petrolifere, abituate da ben 50 anni a beneficiare di consistenti incentivi fiscali, non hanno ovviamente gradito la decisione. Anzi, l’Associazione petrolifera indipendente americana (IPAA), una sorta di sindacato del settore, ha dissentito in maniera evidente, dato che ritengono sia stato messo in discussione un principio strategico della storia statunitense.

 


Infatti, secondo i petrolieri, una tassazione delle compagnie vorrebbe dire una tassazione del percorso intrapreso dal paese verso l’indipendenza energetica, con l’inevitabile conseguenza che si dovrà fare ricorso ad accordi con nuovi partner in cerca di scambi energetici. Gli scambi commerciali nell’ambito di questo settore stanno vivendo infatti un momento complesso, in cui sembrano vacillare anche le certezze economiche più forti. Ma la strada percorsa da Obama è un’altra e le sue convinzioni rimangono ben solide: il suo piano prevede, oltre a questo taglio degli incentivi fiscali, anche un pacchetto di agevolazioni, crediti di imposta e finanziamenti volti a rinvigorire la ricerca di fonti energetiche alternative e rinnovabili.

 

L’iniziativa del governo dovrebbe quindi associare, insieme ai nuovi investimenti, un importante numero di posti di lavoro che serviranno ad accelerare la ripresa economica dal punto di vista dei consumi privati: tutto rientra nell’obiettivo finale di riduzione dell’80% dei gas serra e di emissioni nocive prodotte da imprese e autovetture.

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