Sanzioni del quadro RW da rivedere

 
Alessandra Manco
15 novembre 2012
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Da un po’ di tempo l’attenzione degli addetti ai lavori è molto concentrata sulle dichiarazioni da fare in merito al possesso di beni all’estero (come titoli, azioni o denaro in conto corrente e altro) e la conseguente compilazione del quadro RW.

Il problema della compilazione del quadro RW restano in ogni caso le sanzioni, ritenute troppo spropositate rispetto alle violazioni effettuate (viene prevista una sanzione che va dal 10 al 50 % del valore di quanto posseduto e non dichiarato). Tuttavia la problematica è già sul tavolo del governo anche se non sembra che la soluzione possa essere trovata in tempi brevissimi (attualmente l’Esecutivo è impegnato soprattutto con i decreti crescita e norme su enti locali). Alcuni esponenti del governo ipotizzano di apportare le modifiche richieste attraverso un provvedimento legislativo (Decreto Legge). La modifica potrebbe confluire all’interno della legge delega di riforma fiscale che il Governo ha intenzione di emanare in futuro (con la quale si prevede anche di cambiare alcuni tipi di sanzioni previste in materia fiscale).

Se la modifica rientrasse in un decreto legge, in base al principio di legalità, le nuove sanzioni potrebbero anche essere applicate ai soggetti per i quali le sanzioni sono state irrogate e non sono divenute definitive (in base al principio di legalità al trasgressore viene applicata la norma più favorevole a patto che la pendenza non sia stata chiusa). Se la delega arrivasse in porto entro la fine della legislatura, le nuove norme potrebbero essere già inserite nell’abito dell’Unico 2013.

In alternativa ad un provvedimento legislativo, al fine di ridurre le sanzioni previste per il quadro RW, è possibile agire in altri modi. L’Agenzia delle Entrate potrebbe infatti emanare una circolare che consenta di usufruire del ravvedimento operoso in modo tale da sanare gli errori e le omissioni pagando un’imposta fissa di 258 euro. Tale tipo di soluzione, sebbene meno incisiva rispetto ad un decreto legge, è stata già suggerita dall’Associazione Commercialisti attraverso l’emanazione di una norma (la n. 185/20129).

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