Ripristinata l’anzianità contributiva per le pensioni dei dipendenti pubblici

 
Simone
2 luglio 2009
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ministro-brunetta-renato-pdl-1Le pensioni dei dipendenti pubblici subiscono una nuova inversione di rotta: il comma 11 dell’articolo 72 della legge 133 del 2008, dopo pochi mesi, ha infatti puntato verso una sorta di “svecchiamento” del pubblico impiego. Torna quindi in auge la pensione per i dipendenti pubblici al momento del raggiungimento dei 40 anni di anzianità contributiva. Si tratta di una novità contenuta nella cosiddetta manovra d’estate e che rende vana la riforma Brunetta dello scorso marzo, la quale aveva previsto il pensionamento dopo 40 anni di anzianità massima di servizio effettivo. La norma è dunque tornata nella sua versione originale: il fatto che non siano più necessari 40 anni di servizio effettivo significa che la platea di pensionati in questione sarà molto più ampia, visto che si conteggeranno anche i periodi precedenti all’assunzione, purché siano stati caratterizzati dal versamento dei contributi.

 

Numeri ufficiali non ve ne sono, ma i tecnici della Funzione pubblica hanno sottolineato come in tal modo i pensionati del 2009 potrebbero salire da 1.500 a 9.000, in relazione al settore scolastico: una novità di non poco canto, dato che vi può essere in tal caso la possibilità di nuovi ingressi per i precari. Il provvedimento si riferisce a tutti i dipendenti pubblici, escludendo però dal novero categorie come quelle dei magistrati, dei dirigenti medici e dei professori universitari: l’amministrazione è tenuta pertanto a comunicare, con un periodo di preavviso pari a 6 mesi, il collocamento in quiescenza, una volta raggiunti i famosi 40 anni di contributi, anche nel caso in cui non sia stata raggiunta l’età da pensionamento.

 

Infine, bisogna sottolineare anche l’importanza della norma interpretativa che ha portato delle conferme in merito alla cessazione dal servizio e alla validità delle lettere di preavviso, le quali sono state messe a disposizione dalle amministrazioni, in virtù dell’originaria versione del già citato articolo 72, ora confermato dalla nuova normativa.

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