Reati penali, l’elenco si allarga a nuove fattispecie

 
Simone
4 August 2011

decreto legge confestetica Reati penali, lelenco si allarga a nuove fattispecieL’elenco normativo che fa da necessario contorno al Decreto Legislativo 121, il quale è stato pubblicato lo scorso 7 luglio, è davvero lungo: in particolare, ci troviamo di fronte all’attuazione di due direttive comunitarie ben specifiche, vale a dire la 99 del 2008, relativa alla tutela dell’ambiente dal punto di vista penale, e la 35 del 2005 per quel che concerne la fattispecie dell’inquinamento provocato da navi. Ebbene, il nuovo decreto, il cui testo è stato portato a conoscenza da appena tre giorni, ha avuto il merito di ampliare le novità in merito alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, fattispecie già contemplata da un altro decreto datato 2001. In effetti, le innovazioni in questione hanno riguardato cinque grandi macro-aree, dunque cerchiamo di fare un po’ d’ordine da questo punto di vista.

Anzitutto, ci sono i reati di uccisione, cattura e detenzioni di esemplari animali o vegetali protetti, senza dimenticare la distruzione degli habitat all’interno di un determinato sito, anch’esso protetto: in questo caso, si tratta di casistiche introdotte nel codice penale da pochissimo tempo, quindi bisognerà prestare la massima attenzione in ambito fiscale e tributario. La seconda macro-area, poi, è rappresentata da quei reati che il cosiddetto Codice dell’ambiente ha già introdotto da almeno cinque anni, in relazione soprattutto agli scarichi illeciti delle acque reflue industriali: gli esempi tipici sono quelli delle sostanze pericolose, delle mancate autorizzazioni alla gestione dei rifiuti e dell’omessa bonifica, includendo il traffico illecito di tali sostanze e le violazioni dei controlli sulla tracciabilità.

Vi sono, poi, i reati della legge 150 del 1992; in tal caso, si tratta del commercio di animali in via di estinzione e della detenzione di animali selvatici che possono risultare dannosi per la salute e l’incolumità pubblica. Infine, l’uso di sostanze lesive per l’ozono e i reati relativi all’inquinamento doloso e colposo dell’ambiente marino completano un quadro davvero molto ampio.