Venezia é una città già piuttosto cara. Chi si è recato per un week end o per una vacanza più lunga avrà potuto notare come il costo di una semplice margherita in alcuni ristoranti sia pari quasi a 10 volte quello in un normale paesino di provincia. A partire da oggi però sembra che Venezia sarà un pò più cara: si dovrà infatti pagare la tassa di soggiorno se si pernotta nella città lagunare. Gli alberghi della splendida città non sono certamente low cost, ma questo ulteriore balzello potrebbe portare i vacanzieri a decidere di dormire nelle aree limitrofe.
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Italia e San Marino non hanno vissuto un rapporto molto disteso negli ultimi tempi, soprattutto se si considera il problema della trasparenza fiscale: ora, invece, il dialogo sembra finalmente decollato, così confermato con grande ottimismo da Franco Frattini, ministro degli Esteri. Lo stesso discorso non si può fare, invece, per la Svizzera, dato che per ottenere una collaborazione simile si dovrà attendere ancora del tempo. Che cosa è successo di preciso? Il nostro paese e la piccola Repubblica del Titano sono in procinto di siglare un fondamentale accordo relativo all’ambito tributario, un’intesa che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi autunnali e che prevede una sinergia sempre più marcata tra le due polizie, in modo da scongiurare il problema più annoso da questo punto di vista, vale a dire quello delle doppie imposizioni.
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La tassa di soggiorno rimane un argomento molto attuale nonostante l’estate sia praticamente agli sgoccioli. Anche il comune di Salerno ha deciso di far conoscere le proprie intenzioni a tal proposito: quale applicazione ci sarà dunque nel capoluogo campano? Anzitutto, bisogna spiegare che l’intento è quello di recuperare quanto verrà perso in bilancio, visto che già si parla di un passivo pari a quindici milioni di euro. Pertanto, il sindaco Vincenzo De Luca ha chiairto che l’imposta avrà un ammontare ben preciso. Il contributo sarà richiesto ai visitatori e le polemiche sono state stroncate sul nascere, con lo stesso primo cittadino che ha rassicurato sul quantitativo esiguo di questa misura fiscale.
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Ma la Mastrotto Group é un’azienda che produce l’un per cento della produzione mondiale di pelle e dove le Fiamme Gialle hanno scoperto ben 800 dipendenti irregolari. Ma anche tutti gli altri numeri sono sconvolgenti: 106 milioni di euro evasi, 1,3 miliardi di redditi occultati, un milione e mezzo di versamenti Irpef di contributi Inps non pagati perchè appunto i lavoratori erano in nero, tonnellate di pellame vendute in nero, per un valore intorno ai 10 milioni, per un totale di Iva evasa per due milioni. Un’azienda che é finita nel mirino delle fiamme gialle e che dovrà pagare per questa irregolarità. Irregolarità che per alcuni sono quasi “naturali” o “necessarie”, per sopravvivere in un Paese dove la tassazione raggiunge livelli altissimi rispetto agli altri Paesi, quasi il 50%, un vero e proprio salasso.
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Uno stato che inizia a pensare sempre più approfonditamente alla salute dei propri cittadini é quello che forse tutti spererebbero. La notizia giunge da uno dei Paesi dell’Unione Europea, la nostra confinante Francia. La nazione ha deciso di puntare su tasse anti-crisi ‘benefiche’ per la salute, che oltre a dare respiro alle casse dello Stato, rendano meno appetibili anche delle pratiche che sono, in molti casi, poco salutari. Tra le misure per la riduzione del deficit di bilancio, infatti, il primo ministro François Fillon ha deciso di optare per un aumento del prezzo del tabacco del 6% entro l’anno e una tassa su alcol e bibite.
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I lavori usuranti (il classico esempio è quello delle miniere) è uno degli ambiti più sofisticati se si ragiona dal punto di vista fiscale: l’Inps ha cercato di venire incontro alle principali esigenze dei contribuenti coinvolti, predisponendo un apposito modello da utilizzare in tal caso. In effetti, il documento tributario in questione deve essere compilato in maniera precisa dagli addetti alle lavorazioni, un adempimento che è strettamente necessario nel caso in cui si voglia beneficiare della pensione anticipata, così come previsto in maniera chiara dal recente Decreto 67 del 2011 (“Accesso anticipato al pensionamento”). Come funziona di preciso questo documento? Anzitutto, bisogna rispettare una scadenza, vale a dire quella del 30 settembre, la quale va a riferirsi a coloro che hanno ha maturato i requisiti dell’agevolazione entro il 31 dicembre del 2010.
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In America alcuni plurimilionari hanno espresso la volontà di pagare più tasse in virtù di servizi sociali migliori e per affrontare al meglio la crisi economica del sistema. Gli ultimi a dire che sarebbero disposti a pagare più tasse, sono stati i super ricchi della borsa di Parigi, che dalle pagine del Nouvel Observateur hanno chiesto a Sarkozy di pagare “un contributo eccezionale” per dare una mano al paese. Tra i firmatari compaiono i numeri uno di L’Oreal, Total, Société Générale, Danone, Air France e altri supermanager.
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Una distinzione che è opportuno fare in termini tributari è quella tra le piccole imprese e le grandi aziende che gestiscono trafori e autostrade come beni in concessione: in effetti, come si evince anche da un’attenta lettura della manovra estiva, vi sono moltissimi operatori locali di non grandi dimensioni che sono in grado di gestire i beni pubblici con varie concessioni appunto. I tipici esempi sono offerti dagli impianti sportivi comunali, ma in questo caso bisogna cercare di risolvere i non pochi problemi che si pongono dal punto di vista contabile. Anzitutto, bisogna ricordare che i beni coinvolti in queste specifiche operazioni devono poi essere obbligatoriamente restituiti a quell’ente che li ha concessi, mentre vi sono le proprietà industriali che possono rimanere ai concessionari in tutta tranquillità. Le perplessità rimangono proprio per quel che concerne la restituzione a cui abbiamo appena fatto riferimento.
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