Il Belgio propone agevolazioni fiscali anche per i non residenti

 
Simone
14 agosto 2009
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belgium-flag1Il Belgio sta per offrire delle nuove opportunità fiscali per i cittadini non residenti: infatti, anche coloro che non risiedono nello Stato dal punto di vista del Fisco, ma che comunque svolgono attività d’impresa potranno beneficiare della deduzione sui redditi derivanti da brevetti. L’interessante sconto fiscale si presta però a manovre artificiose, relative soprattutto alla quantificazione dei prezzi di trasferimento infragruppo. È proprio per tale motivo che le disposizioni sono state pensate anche per scongiurare questo rischio; i redditi che si riferiscono a soggetti esteri non sottoposti a tassazione in Belgio, non possono essere ammessi allo stesso modo all’agevolazione in questione. La normativa belga prevede, in effetti, una deduzione sui redditi che derivano dall’uso di brevetti, vale a dire i diritti di sfruttamento delle nuove invenzioni che possono essere applicate nel settore industriale.

 


Non è comunque necessaria la proprietà dei brevetti, ma disporre semplicemente dei diritti d’usufrutto o della titolarità delle licenze. Come detto, non si tratta di norme valide esclusivamente per i soggetti residenti, ma anche per i soggetti stranieri che operano in territorio belga e assoggettati all’imposta per i non residenti: i brevetti in esame sono quelli nazionali, quelli europei e quelli internazionali. Prima si parlava di manovre artificiose: di cosa si tratta? L’agevolazione fiscale ideata dal governo belga si presta a manovre elusive infragruppo, le quali consentirebbero di veicolare imponibili fiscali fra società consociate e di ottenere indebiti risparmi tributari.

 

Il rischio è ancora più elevato se si pensa che esso è incentivato dalla possibilità di usufruire di riduzioni di imposta collegate alla deduzione sui redditi da brevetti. L’Amministrazione finanziaria del Belgio ha proprio pensato, allora, di chiarire che la deduzione in esame si riferisce solamente ai redditi da brevetti ascrivibili in maniera diretta ai redditi sottoposti a tassazione nello stesso stato europeo: dunque, i redditi dei soggetti stranieri non vanno qualificati come redditi da brevetto e non rientrano nel calcolo della deduzione.

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